120 battiti al minuto

Regia: Robin Campillo

Genere: Drammatico

Anno: 2017

Con: Nahuel Pérez Biscayart, Arnaud Valois, Adèle Haenel

Nei primi anni Novanta, a Parigi, Nathan è un giovane che sceglie di unirsi agli attivisti di Act Up, associazione determinata a rompere il muro di silenzio sull’epidemia di AIDS che sta mietendo innumerevoli vittime. Tra spettacolari proteste e atti, il movimento guadagna sempre più visibilità, mentre Nathan inizia una relazione con Sean, uno dei militanti più radicali del movimento. Tra i due inizia una relazione appassionata... Accolto come un capolavoro all’ultimo Festival di Cannes, dove ha conquistato il Grand Prix, il Premio Fipresci e la Queer Palm, il film di Robin Campillom che firma anche la sceneggiatura in collaborazione con Philippe Mangeot, è un dramma che punta l'obiettivo sull'associazione di lotta contro l'AIDS Act Up-Paris (nata il 26 giugno del 1989 in occasione dell’allora imminente parata del Gay Pride), dando voce all'entusiasmo che animava il movimento e l’intensità delle discussioni che lo alimentavano. Act Up-Paris replicava il modello di Act Up-New York, nata solo due anni prima. Un triangolo rosa – il marchio che veniva imposto agli omosessuali deportati nei campi durante la Seconda Guerra Mondiale - ma con la punta in su, simbolo della determinazione a opporsi con tutte le forze all’epidemia che stava decimando migliaia di omosessuali. La nascita di Act Up è legata alla rabbia verso l’establishment medico, politico e religioso, la cui passività e pregiudizi erano alla base della gestione disastrosa dell’epidemia di AIDS. La stessa rabbia spingeva chi era stato colpito dalla malattia a combattere contro il silenzio rendendosi visibile.