DIARIO ULTIMO

DIARIO ULTIMO

Elena Milesi e il suo racconto poetico nell'ultimo tratto di strada percorsa: è questo «Diario Ultimo» il libro postumo opera della poetessa che verrà ricordata nella sua Villa d'Adda venerdì 6 ottobre, ore 20.30, presso la Biblioteca Comunale.

 

L'incontro sarà introdotto da Marco Vannucci, giornalista, scrittore nonché bibliotecario di Villa e condotto da Mimma Forlani, legata a Elena da affetto e stima. Sarà presente anche Pierantonio Volpini, editore di Diario Ultimo, pubblicato da El Bagatt nel 2016, con la curatela proprio di Mimma Forlani e la postfazione di Umberto Zanetti.

La poetessa mancava il 9 di ottobre di due anni fa, aveva vissuto molti anni con il marito pittore Giuseppe Milesi nella casa-studio di Piazza del Mercato del Fieno, in città Alta in una vera casa d'artista. 

Quest'anno per volontà della famiglia il ricordo dei suoi versi verrà rinnovato in Riva all'Adda che tanto riverbera nei suoi scritti: "L'ADDA / L'Adda è serpentina, /fondali di castagni, / l'Aria trasparente sui giochi dei bambini./ ...Rivivi nella gioia!" scriveva Elena Milesi in Silloge per Neri, nella sua prima raccolta poetica, pubblicata nel 1983 a trentacinque anni  dalla morte del figlio Neri che immagina giocare sulle rive del fiume dove anche lei, bambina, giocò con i fratelli. 

Su questo motivo poetico, fonte della sua personale ispirazione, ritornerà in una poesia del maggio 2003 , allorché in una giornata di maggio iniziò a scorrere la lunga intervista raccolta  da Mimma Forlani e rielaborata nel libro Elena Milesi: Città Alta e altri luoghi della sua poesia, editata nel 2004 dalla Civica Biblioteca Angelo Mai.

Diario Ultimo è il racconto poetico dell’ultimo tratto di strada di una donna che non si fa nessuna illusione di fronte alla morte annunciata. Elena, come l’imperatore Adriano, protagonista del romanzo Mémoires d’Hadrien di Margherite Yourcenar, ha voluto “mourir les yeux ouverts”, annotando con puntualità, ironia, compassione le trasformazioni che il suo corpo subiva con l’avanzare della malattia: il cancro che ella chiamava familiarmente K, rimandando in un gioco personalissimo alla musica di Mozart. 

Compiuto il doloroso passaggio "in zone d'ombra"; depurato dalla sofferenza, reso luminoso dallo scorrere del tempo, il  suo canto è ora consolazione e gioia per i suoi amici e i lettori.

Dettagli nella locandina allegata. 

Locandina