PAESAGGI E NATURE MORTE

PAESAGGI E NATURE MORTE

Sabato 7 ottobre presso l’Auditorium del Centro Culturale di Gorle si terrà l’inaugurazione della mostra «Paesaggi e nature morte» di Silvia Manfredini.

 

La pittura di Silvia Manfredini, macchie di gioia e di intima e feconda bellezza. È una pittura di macchie che sgomentano e coinvolgono ed insieme afferrano l’animo nell’inquietudine: e mentre la osservi ti senti come indifeso poiché il senso che ne deriva è di sostanziale bruciante emozione. E tutto sembra ‘giocato’ sulla immediatezza dell’immagine che turba e sollecita. Al punto da lasciare un brivido di tensione che non si smorza dopo l’osservazione ma permane come una scarnificazione permanente, di una gelosa e prescelta solitudine.

Quando nel dipinto di Silvia Manfredini ti metti a considerare non solo l’evento pittorico ma anche il suo entrare nel contatto con lo spirito che lo permea, via via maturi l’idea di una pittura che ti affascina e che desidereresti fosse continuamente compagna del tuo sguardo. Ti trovi di fronte non solo ad un’esperienza di colori – per altro suadenti e invischianti – ma soprattutto ad una realtà che impari volentieri a condividere.

Ti capita di sentirti come immerso ed anche sommerso, poiché il gusto di questa situazione di bellezza è dentro di te, proveniente dal tesoro dell’immagine appena intuita eppure già tua. Manfredini non accentua nulla nel suo dire e se la rappresentazione che ne consegue pare disarmarti come a gettarti nel buio di una condizione indescrivibile, acerba, tuttavia ogni macchia, ogni gesto narrativo, ogni essenza cromatica, ogni indice di partecipazione dell’autrice è uno strumento di ulteriore raccordo con la forza dell’emozione che trasuda interrogativi e propone stimoli.

La sua pittura è presenza di uno stato d’animo che esprime angoscia e tumulto interiore e invita a penetrare nel fondo dell’esperienza: quegli alberi che si rizzano quasi a sfida, quei crogioli di colori che sembrano mutuati da cespugli di sofferenza ed invece si torcono e si scontrano o si incontrano nel segno di una bellezza che feconda l’animo e la irrora di sensibilità verso la natura, quei cieli corruschi o lattiginosi e quelle brume che si estendono nella poesia di un cantico appassionato, quelle barriere che macchiano superbamente la strada della contemplazione e si ergono come attimi di una pittura sofferta e gioiosa ad un tempo, quegli umori narrativi che accompagnano visioni e bellezze agognate, sono i fermenti di un agire pittorico che si entusiasma e si lascia conquistare, poiché Manfredini è pittrice di talento che in ogni opera porta la gioia di un ardore che si esalta fra lo scorrere del vissuto e il crepitare di un colore lusingante: intima e trascinante lirica dei silenzi.

In definitiva una autrice nel senso pieno del termine, attratta dal valore del dipingere come il prorompere di un torrente che si fa strada in un terreno impervio: la sua pittura è un esempio di dinamismo inventivo in grado di stemperare nei sentimenti autentici la sovranità della bellezza che tutto sa avvolgere e mirabilmente custodire nella fedeltà e coerenza del racconto. E così si perpetua l’armonia di un mondo che è raggio di condivisa meraviglia (Amanzio Possenti).

La mostra rimarrà aperta dal 7 al 15 ottobre durante i seguenti orari:

Sab/Dom: 10.00/12.00 e 16.00/19.00

Lun/Mar/Mer/Gio/Ven: 16.00/19.00

Locandina