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Bergamo anti-slot
un atto di coraggio

di Giorgio Gandola
Bergamo anti-slot un atto di coraggio

Qualcuno vince, tutti gli altri perdono. Come dice Crozza: «Millenni di evoluzione della razza umana per vedere tre prugne stare sulla stessa linea». Riso amaro e una considerazione: in questo momento centinaia di uomini, donne e ragazzi stanno perdendo davanti a una slot machine o ipnotizzati da un videopoker.

Il «salva casta»

di Giorgio Gandola
Il «salva casta»

Le manette nascoste. Non c’è niente di più subdolo e infantile, ma evidentemente il Palazzo - quando sente parlare di giornalisti e diffamazione - avverte pruriti sudamericani (o turchi).

L’uno e l’altra

di Mario Schiani
L’uno e l’altra

Rifuggo, di solito, dai grandi gesti sentimentali e retorici. Da quelle scenette il cui simbolismo è talmente sfacciato che, se le vedessimo in un film, daremmo al regista del dilettante e agli attori degli incapaci.

Una panchina per tanti
e una scelta difficile

di Roberto Belingheri
Una panchina per tanti e una scelta difficile

Dice il tifoso medio: basta, vogliamo sapere. Un nome, poi un altro, poi un altro ancora. Ogni giorno un «favorito» diverso per la panchina dell’Atalanta. Fosse semplice, sapere. Il fatto è che Zingonia è una campana di vetro, in questi giorni. Mille, duemila telefonate non bastano per farsi un’idea chiara. C’è chi sa, ma ovviamente non dice.

Cresce la solidarietà
negli anni della crisi

di Diego Colombo
Cresce la solidarietà negli anni della crisi

La solidarietà che non t’aspetti. Al tempo della crisi, mentre redditi e occupazione crollano, i fondi raccolti dalle organizzazioni umanitarie registrano un’impennata. Secondo il Censis, sono 32 milioni i cittadini che, nell’ultimo anno, hanno fatto una donazione a organizzazioni umanitarie.

«In Ecuador progetto
case contro i terremoti»

di Estella Beltramelli
«In Ecuador progetto  case contro i terremoti»

«Ogni volta che ho allargato un po’ di più i miei orizzonti, le cose sono andate sempre meglio». E dalla posizione in cui si trova oggi, Simone Belli, 34 anni, l’orizzonte lo sta disegnando. Una pagina nuova per l’Ecuador che, anche dopo il terribile terremoto del 16 aprile scorso, con il presidente Rafael Correa sta cambiando con coraggio e raccogliendo, anche nella tragedia, i frutti dei propri investimenti.