Bergamo, il 25 aprile in piazza - Foto/video Gori sul palco: «L’Europa in pericolo»
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Lezione francese
all’Italia europea

di Franco Cattaneo
Lezione francese all’Italia europea

Il successo del centrista Macron, al primo turno, legittima una soddisfazione che risolleva un umore introverso, ma stabilire un processo virtuoso e automatico tra la Francia del voto presidenziale e l’Italia che verrà dalle elezioni politiche può essere imprudente, benché augurabile. Forse la principale lezione da trarre è che il buon senso (che non ha frontiere) e l’europeismo pagano: tema, quest’ultimo, rimosso da noi, in parte anche da Renzi. Possiamo imparare questo dall’appassionato europeismo di Macron, che farà bene all’Italia e alle istituzioni comunitarie: si può invertire l’onda apocalittica, che non piove dal cielo, ripristinando il sentimento e il progetto di una civile convivenza con un appello al cuore e alla ragione.

Referendum autonomia
I rischi politici

di Filippo Pizzolato
Referendum autonomia I rischi politici

Il 22 ottobre prossimo, i cittadini lombardi voteranno su un referendum consultivo per decidere se la loro Regione, pur senza poter diventare «speciale», si debba attivare per ottenere «forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 116, III c., della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato». Insomma, si persegue la strada, prevista in Costituzione, di un regionalismo differenziato, attraverso cui le Regioni a statuto ordinario possono, al termine di un procedimento, beneficiare di un ampliamento delle loro competenze, superando così una situazione di rigida uniformità.

Rivali a picco
L’Atalanta vola

di Andrea Benigni
Rivali a picco L’Atalanta vola

Il vento soffia forte a favore dell’Atalanta, gli dei del pallone sono follemente innamorati della gioventù nerazzurra, ne premiano la bravura e l’audacia e puniscono ferocemente le milanesi, in evidente stato confusionale. Immaginazione a parte, il verdetto della quattordicesima giornata di ritorno è un trionfo per i colori bergamaschi: le sconfitte di Inter (sabato a Firenze per 5-4) e Milan (addirittura in casa con l’Empoli per 2-1) aprono un’autostrada alla corsa atalantina verso l’Europa League. Gasperini e i suoi uomini vantano ora un vantaggio di sette punti sui nerazzurri di Pioli (settimi in classifica e fuori dalla zona Europa) e di cinque sui rossoneri, che occupano il sesto posto, l’ultimo utile per accedere alla competizione continentale ma partendo dai preliminari di luglio.

Telefoni cellulari e tumori
Prevenire meglio che curare

di Diego Colombo
Telefoni cellulari e tumori Prevenire meglio che curare

Il telefono cellulare può causare il tumore. Lo afferma una sentenza del Tribunale di Ivrea. L’Inail, l’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro, dovrà risarcire un ex dipendente della Telecom, Roberto Romeo, ammalatosi di neurinoma del nervo acustico, un tumore benigno ma invalidante, causato dall’uso del telefonino per 15 anni per più di tre ore al giorno. L’Inail è stata condannata a pagare una rendita perpetua. Già Innocente Marcolini, dirigente d’azienda bresciano, era riuscito a ottenere che la Cassazione stabilisse che il suo tumore alla testa fosse legato all’uso eccessivo del telefono cellulare.

«Da Bergamo a Boston
per la medicina orale»

di Daniele Cavalli
«Da Bergamo a Boston per la medicina orale»

La sintesi, per la storia di Alessandro Villa, è che lui il bergamasco nel mondo ci è finito a farlo perché in Italia, dove sogna di tornare a lavorare, non c’era (e non c’è, almeno per il momento) spazio per la sua professione, che invece in alcuni paesi esteri ha cattedre universitarie dedicate e offre importanti prospettive di crescita lavorativa.