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Le tasse si pagano
Il monito del Papa

di Francesco Anfossi
Le tasse si pagano Il monito del Papa

Le tasse vanno pagate. Evadere il fisco è peccato. Non c’è nulla di nuovo nelle parole di Papa Francesco dette all’Angelus di ieri, anche se è nuova l’esigenza di ribadire questo concetto, che è alla base della dottrina sociale della Chiesa. Il cristiano, ha detto il Pontefice nel commentare un passo del Vangelo di Matteo, «è chiamato a impegnarsi concretamente nelle realtà umane e sociali senza contrapporre Dio e Cesare». Contrapporre Dio e Cesare, ha avvertito, «sarebbe un atteggiamento fondamentalista». E dunque, da parte di ogni credente, è necessario pagare le tasse che Cesare ci chiede. Perché è come se ce lo chiedesse Dio.

Il sistema finanziario
nell’era digitale

di Pino Roma
Il sistema finanziario nell’era digitale

Il 27 settembre nel grattacielo di Banca Sella a Milano il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha tenuto a battesimo il primo «Fintech District Italiano». L’iniziativa promuove la presenza di decine di start-up nell’area di Porta Nuova e rappresenta un passaggio importante del progetto di Milano come hub finanziario europeo.

Prova superata
Ora il bis col Verona

di Andrea Benigni
Prova superata  Ora il bis col Verona

In mancanza di Gomez, l’incursore principe, ci voleva una squadra formato nave vichinga per violare il fortino sulla costa bolognese. Forte della sua grande esperienza, il bergamasco Donadoni – che conosce bene questa terra e il suo spirito – aveva predisposto una fitta rete difensiva che, con l’aiuto di tutti i reparti, aveva letteralmente imbrigliato l’Atalanta nel primo tempo. Poi, nella ripresa, la mossa vincente di Gasperini: dentro Cornelius, l’ariete danese capace di portare scompiglio tra le linee rossoblù.

Da Gorle
alla corte di Dior

di Rossella Martinelli
Da Gorle alla corte di Dior

La reminiscenza più antica che Alessia Perego – 26enne di Gorle – abbia di se stessa, dice molto dell’adulta che sarebbe diventata. «Inizio della scuola materna, orario del ritiro: mentre i miei compagni si buttavano tra le braccia delle madri – presumibilmente dopo aver passato la giornata a piangere per il distacco – io mi aggrappavo con tutte le forze alle gambe del tavolo perché non volevo tornare a casa. Mamma Paola, ormai, lo racconta divertita: ma in quel momento ha seriamente temuto che le maestre pensassero che subissi maltrattamenti tra le mura domestiche».

«L’albero degli zoccoli»
e la civiltà contadina

di Diego Colombo
«L’albero degli zoccoli» e la civiltà contadina

Correva l’anno 1978, quando una giuria, presieduta dal regista americano Alan J. Pakula, nella quale figurava, tra gli altri, l’attrice svedese Liv Ullmann, musa di Ingmar Bergman, conferì la Palma d’oro del festival di Cannes a «L’albero degli zoccoli» del regista bergamasco Ermanno Olmi. Il film, com’è noto, ricostruiva la vita, alla fine del secolo scorso, in una cascina della Bassa, dove abitavano quattro, cinque famiglie di contadini; era interpretato da gente della campagna e parlato in dialetto, doppiato, poi, dagli stessi attori non professionisti.