Venerdì 09 aprile 2010

Università, mancano 15 milioni di euro
Da Jannone interrogazione al Governo

L'on. Giorgio Jannone, anche a seguito dell'intervento del rettore Stefano Paleari, ha presentato un'interrogazione rivolta al Governo in tema di finanziamenti destinati all'ateneo bergamasco. L'Università di Bergamo ha conosciuto nell'ultimo decennio un'importante crescita, tanto in termini quantitativi che qualitativi. Gli studenti iscritti sono 15.415, un numero raddoppiato rispetto al 2000 (quando le iscrizioni erano 8.066), ma sensibilmente aumentato anche rispetto allo scorso anno (in cui erano 15.244).

Nello stesso decennio, analogo tasso di crescita è stato registrato dal personale tecnico amministrativo (che conta oggi 231 dipendenti), mentre addirittura triplicato risulta il numero di docenti e ricercatori (complessivamente 339).

Nell'ultimo anno si sono laureati 2.312 giovani. Tre volte più estesi sono anche gli spazi che costituiscono il patrimonio immobiliare di proprietà dell'Università, articolato nelle sedi di Bergamo, Dalmine e Treviglio. L'incremento dell'ateneo orobico non è avvenuto solo in termini di spazi e numero di studenti: accresciuti risultano infatti anche il peso ed valore dell'Università di Bergamo nell'ambito della ricerca scientifica.

In poco meno di cinque anni sono triplicate le produzioni scientifiche; tra il 2008 ed il 2009 sono stati registrati 14 brevetti; nell'ultimo anno sono stati pubblicati 72 libri; docenti e ricercatori hanno contribuito alla stesura di 315 capitoli di libro, scritto 354 articoli su riviste scientifiche, partecipato a 241 convegni. Da poco inoltre è nato il settimo centro di ricerca dell'ateneo (Centro per la gestione dell'innovazione e del trasferimento tecnologico), ubicato all'interno del polo scientifico Kilometro Rosso.

A fronte di questa importante crescita, che comporta un aumento delle spese (per la gestione delle strutture acquisite e per l'adeguamento del costo del personale), i contributi provenienti dal fondo ordinario dello Stato sono rimasti pressoché stabili negli ultimi due anni, prevedendo, per il 2010, un possibile ulteriore assottigliamento delle risorse di tale fondo.

Per il momento l'Università bergamasca non ha ancora provveduto ad aumentare le tasse (riguadagnando ciò che è andato perduto dal fondo ordinario attraverso i nuovi criteri che nel fondo straordinario hanno premiato il merito); tuttavia essa risulta fortemente penalizzato all'interno del sistema universitario italiano, percependo solo lo 0,50% dei finanziamenti provenienti dallo Stato, a fronte di un assorbimento pari allo 0,89% degli studenti italiani.

In particolare, come evidenziato dal rettore, l'ateneo bergamasco non avrebbe percepito, quale entrata proveniente dallo Stato, un importo pari a 15 milioni di Euro, che, invece, spetterebbero di diritto, come sono a disposizione di università con una struttura ed un'offerta formativa equivalenti a quelle bergamasche.

L'on. Giorgio Jannone ha quindi chiesto al Governo quali iniziative i Dicasteri competenti intendano intraprendere al fine di garantire le risorse necessarie al sostegno ed allo sviluppo del sistema universitario bergamasco.

a.ceresoli

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