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Usmate, protesta Coldiretti
davanti ai cancelli della Lat-Bri

Usmate-Velate - La protesta della Coldiretti (Foto by rossi l K0)

Usmate-Velate - Dal Brennero a Usmate, le bandiere gialle di Coldiretti hanno sventolato anche davanti ai cancelli della Lat Bri. Dopo la manifestazione organizzata martedì al valico alpino, durante la quale un migliaio di allevatori, alla presenza del ministro alle Politiche agricole Luca Zaia, hanno ispezionato centinaia di tir provenienti da oltre frontiera per accertare la qualità dei prodotti importati, mercoledì mattina il presidio si è spostato di fronte a uno dei maggiori caseifici brianzoli. «Siamo qui – spiega Roberto De Angeli, presidente di Coldiretti Cremona – perché ieri (martedì) ci siamo accorti che numerosi camion erano in viaggio proprio verso Usmate». E spiega il motivo delle proteste, quella che è ormai nota come la “frode alimentare”. «Sempre più aziende si rivolgono a fornitori esteri, per comprare a metà prezzo e rivendere sul nostro mercato al doppio».

Da qui nasce la richiesta di Coldiretti: un’etichettatura più trasparente che spieghi con precisione al cliente la provenienza di ciò che acquista. «Lo stesso vale per la Lat Bri, purtroppo – prosegue De Angeli – oggi la nostra presenza è più che altro simbolica, per far capire che siamo presenti sul territorio e vigiliamo, ma se le cose non dovessero cambiare, passeremo a forme di protesta più concrete». Perché non si tratta solo di una questione di chiarezza sugli scaffali, ma anche di sopravvivenza delle aziende italiane, che hanno, secondo Coldiretti, controlli più rigidi rispetto ai concorrenti europei e soffrono dell’aumento dell’importazione di prodotti meno cari e spacciati per italiani.

«Solo attraverso l’indicazione obbligatoria della terra d’origine dei prodotti si tuteleranno imprenditori agricoli e consumatori – ha evidenziato De Angeli – oggi egualmente danneggiati dall’inganno che vede entrare quantità incredibili di latte, cagliate, carne, frutta, e via dicendo, destinati ad essere poi spacciati come prodotti made in Italy». Durante il presidio, dalle 7 del mattino fino all’ora di pranzo, nessun segnale dalla Lat Bri. «Indifferenza totale – conclude De Angeli – proprio come sul mercato».

Raggiunto telefonicamente, uno dei titolari dell’azienda, Eugenio Cogliati, ha commentato: «Tutto nasce da una situazione anomala che colpisce purtroppo tutti i produttori europei ed è dettata dalla crisi finanziaria, che blocca le esportazioni extracontinentali. I manifestanti di Coldiretti hanno ragione, ma riteniamo che la loro protesta sia mal indirizzata, perciò non la vediamo come un’accusa nei nostri confronti. Noi del resto abbiamo ottimi rapporti con i fornitori. Purtroppo i problemi sono comuni a industria e produttori e al ministro Zaia anche noi chiediamo una soluzione che possa alleviare le difficoltà di questo momento».
Letizia Rossi

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