Venerdì 15 aprile 2011

«Monte Canto, non abbattete il Borgo»
Appello al Presidente Formigoni

Fa discutere la scelta di abbattere i ruderi di quello che un tempo era il borgo del Monte Canto fra Pontida e Sotto il Monte Giovanni XXIII. Il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Gabriele Sola ha presentato un'interrogazione al Presidente Formigoni in merito al destino del Borgo che, come stabilito da un'ordinanza del sindaco di Pontida, deve essere messo in sicurezza.

"La scelta di Regione Lombardia di metterlo in sicurezza abbattendolo non mi appare la più opportuna. Le ruspe, a quanto mi risulta, potrebbero mettersi in azione già questa mattina - spiega Gabriele Sola - e quindi occorre muoversi con rapidità. Formigoni ha la facoltà di sospendere l'intervento: in un caso del genere, è doveroso che si apra un confronto tra la Regione, le amministrazioni locali ed i cittadini".

Il Borgo del Monte Canto, di proprietà dal 2004 dell'Ersaf (Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste), rischia di venire parzialmente distutto: la Regione ha stanziato 75 mila euro dal fondo per interventi di massima urgenza, finalizzati all'abbattimento generalizzato che consiste nello spianare tutti gli edifici all'altezza di un metro e mezzo.

"Con l'interrogazione presentata a Formigoni - aggiunge Sola - vogliamo comprendere se davvero non siano percorribili altre strade per la messa in sicurezza degli edifici, e sapere su quali basi i tecnici hanno deciso un intervento di questa natura. Credo opportuno un sopralluogo urgente della commissione Agricoltura e Parchi, dei consiglieri regionali bergamaschi e degli assessori Belotti e Raimondi per valutare la situazione ed incontrare in loco i cittadini e gli amministratori. Una volta demolito, il Borgo sarà perso per sempre, con il suo valore storico ed architettonico che arricchisce il patrimonio della cultura rurale bergamasca".

L'ingegnere Mauro Pelucchi di Bergamo ha invece inviato una lettera a Formigoni: "Un accorato appello perché impedisca che si compia un grave delitto ai danni della storia e della tradizioni di uno degli angoli più caratteristici della Lombardia".

"Dal 2003 Regione Lombardia - si legge nella lettera - è divenuta proprietaria del Borgo del Monte Canto e boschi circostanti. Questo anche grazie al contributo dei dieci comuni del PLIS del Monte Canto e del Bedesco che hanno versato metà del valore dei beni, in totale un milione di euro. Il borgo le cui origini sono precedenti al XV sec., in passato era un comune autonomo, un villaggio che ospitava 120 contadini, situato sul Monte Canto un bellissimo monte orfano situato tra Pontida e Sotto il Monte Giovanni XXIII, il primo monte che si affaccia sulla pianura padana in prossimità del fiume Adda. Nei sette anni in cui Regione Lombardia è proprietaria del borgo non ha fatto alcun lavoro per salvaguardare il borgo già gravemente compromesso dal pluridecennale abbandono. Recentemente si è verificato un piccolo crollo, al seguito del quale il comune di Pontida, comune sul quale insiste il borgo, ha emesso un'ordinanza a carico di Regione Lombardia intimandole di mettere in sicurezza il borgo al fine di salvaguardare l'incolumità degli escursionisti che passano nei pressi. I tecnici delle Regione Lombardia e di ERSAF hanno deciso che il modo migliore per mettere in sicurezza il Borgo è quello di spianare tutti gli edifici all'altezza di un metro e mezzo. In questo modo si cancellerebbe per sempre una testimonianza architettonica agricola unica nel suo genere".

"E' vero che ci sono alcuni spezzoni di muri pericolanti che possono essere abbattuti, ma buona parte del borgo non corre imminenti pericolo, in special modo il cosiddetto Palazzo (il plesso più a ovest) che è l'edifico meglio conservato. Con poco si potrebbe recintare in maniera appropriata il borgo e metterlo in sicurezza onde impedire l'accesso agli escursionisti e con calma pensare ad una soluzione per un consolidamento e recupero del borgo o quanto meno della parte più importante (il Palazzo). Invece sono stati già stanziati 75mila euro con la somma urgenza per fare i lavori di abbattimento generalizzato".

Pelucchi chiede al Presidente di "fermare l'abbattimento indiscriminato e salvi il borgo o perlomeno gli edifici più importanti".

e.roncalli

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