Sabato 18 agosto 2012

«Non chiamatemi eroe
Ho fatto solo il mio dovere»

«È stato un gesto naturale, spontaneo. Sentite le grida della bambina e visto il padre in difficoltà mi sono gettato in acqua. Prima ho preso la piccola di 10 anni e l'ho riportata a riva, poi mi sono diretto subito dal padre al centro del fiume, visibilmente in difficoltà».

Così Ivano Medolago ripercorre i drammatici momenti in riva al Brembo. È lui il pescatore eroe, residente con la famiglia a Spino al Brembo di Zogno, che ha tratto in salvo ieri alle 15,30 la bambina e portato a riva il padre marocchino di 42 anni, in fin di vita, praticandogli il massaggio cardiaco sino all'arrivo dei soccorsi. Per il 42enne, purtroppo, non c'è stato nulla da fare, nonostante i tentativi di rianimarlo siano durati più di due ore.

«C'è stato solo il tempo per agire - racconta -. Mia moglie mi osservava spaventata dalla riva, altri bagnanti si avvicinavano per capire cosa stesse succedendo. L'uomo è stato trasportato per diversi metri dalla corrente. Ho corso lungo la riva per poi tuffarmi in acqua, e sono riuscito a portarlo sulla sponda opposta del fiume».

Il pescatore aveva deciso di trascorrere qualche momento in riva al fiume, approfittando della bella giornata. Con lui la moglie e una coppia di amici, tutti increduli per l'accaduto. «È stato un gesto che sento rifarei, ho fatto il mio dovere. Certo, lo spavento è stato tanto - conclude Medolago -. Penso che chiunque, nel vedere persone in difficoltà come in questa situazione, si sarebbe adoperato per aiutarle».

La moglie di Medolago è stata accanto a lui durante tutta l'operazione di salvataggio: «In quei momenti non hai tempo di pensare - dice -. Solo dopo ti rendi conto del pericolo».


m.sanfilippo

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