Mercoledì 29 maggio 2013

«TiraDritto», la campagna anticocaina
«Occupiamo le piazze dello spaccio»

«Non perdere la testa, TiraDritto!». L'immagine della testa mozzata di un narco messicano che spunta in mezzo alle facce di decine di testimonial, volti del cinema, della cultura, dello sport.

Da Roberto Bolle a Roberto Saviano, da Carlo Verdone a Alessandro Siani e Kasia Smutniak. È la campagna choc di «TiraDritto - STOP cocaina» (www.tiradritto.org), l'iniziativa itinerante di occupazione dei fortini dello spaccio di droga ideata e promossa da Paolo Berizzi, inviato di Repubblica, in collaborazione con il dipartimento Politiche antidroga della presidenza del Consiglio.

«Anche in Italia, come in Messico, si spara e si muore ogni giorno per la coca - dice Paolo Berizzi -. L'immagine del narco decapitato è una provocazione per scuotere l'opinione pubblica e le istituzioni. La coca è diventata una piaga sociale devastante. "TiraDritto - STOP cocaina" si propone come motore di un'azione civile: vogliamo dare un contributo per liberare le città dagli spacciatori ai quali diciamo: andatevene. Siete voi che dovete lasciare le piazze, non i cittadini. Occupiamo le piazze di spaccio in Italia, poi esporteremo l'iniziativa all'estero, nelle capitali europee e negli Stati Uniti».

Il viaggio a tappe di «TiraDritto» nelle roccaforti della coca (con il patrocinio di Unicef, Croce Rossa, Federcalcio, Comunità di San Patrignano e Crest) è partito da Roma-Tor Bella Monaca e ha toccato Scampia, il più grosso market della droga d'Europa. Le occupazioni-talkstreet ospitano di volta in volta, città per città, amministratori, esperti, artisti, scrittori, giornalisti, sportivi, magistrati, forze dell'ordine, mondo del volontariato e dell'associazionismo. Sedici tappe in tutto, da Sud a Nord, per dire STOP alla coca.

«Chi acquista e consuma cocaina, oltre a spaccarsi il cervello, finanzia le mafie e tutte le loro attività sanguinarie» - dice Giovanni Serpelloni, capo del dipartimento Politiche antidroga. La campagna farà una tappa anche a Bergamo

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a.ceresoli

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