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Brebemi, sequestrati cantieri
Coinvolta la Locatelli di Grumello

Carabinieri nei pressi del cantiere della Brebemi di Fara Olivana (Foto by RedazioneWEB)

Franco Nicoli Cristiani (Foto by k13 colleoni)

Sotto il cantiere della Brebemi sarebbero stati messi rifiuti illeciti, usati per fare il sottofondo della strada. È la novità nell'ambito dell'inchiesta sui cantieri della Bassa. Il vicepresidente del consiglio della Regione Lombardia, il 68enne bresciano Franco Nicoli Cristiani, è stato arrestato all'alba di mercoledì 30 novembre dai carabinieri di Brescia.

In manette anche il presidente della ditta Locatelli di Grumello del Monte, Pierluca Locatelli. Sequestrati anche una cava, trasformata in discarica di amianto, a Cappella Cantone nel Cremonese, un impianto di trattamento rifiuti a Calcinate e due cantieri della Brebemi: uno a Fara Olivana con Sola e uno a Cassano d'Adda.

Agli arresti anche il coordinatore degli staff della direzione generale di Arpa lombardia Giuseppe Rotondaro e la moglie di Locatelli, Orietta Rocca, oltre ad altre sei persone. Dei dieci provvedimenti sei sono domiciliari - tra cui Orietta Rocca - e quattro in carcere, dove sono finiti anche Nicoli Cristiani, Rotondaro e Locatelli. I reati contestati a vario titolo sono quelli di traffico illecito di rifiuti e corruzione. Sarebbero coinvolti anche altri bergamaschi.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip Bonamartini nell'ambito di un'inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro a Nicoli Cristiani e di 10 mila euro a Rotondaro. Le indagini, cominciate otto mesi fa e coordinate dai pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, hanno visto in azione i carabinieri del comando provinciale di Brescia e le forze di polizia.

Un lavoro lungo e imponente: circa 150 militari mobilitati e un elicottero in azione, oltre che in Bergamasca, nelle le provincie di Brescia, Cremona e Milano. Le forze dell'ordine avrebbero effettuato lunghi mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali, con tanto di cimici sulle auto delle persone ora in manette. Tra loro Locatelli, che sarebbe stato intercettato mentre portava la presunta tangente a Nicoli Cristiani.

Le indagini sono infatti partite proprio dall'impresa bergamasca Locatelli, che già era stata nel mirino delle forze dell'ordine per una questione di traffico di rifiuti che la vide coinvolta in merito ai lavori della tangenziale Orzinuovi. Da lì i militari avrebbero esteso le indagini, arrivando appunto ai lavori per la Brebemi trovando due strade su cui indagare: la discarica di amianto nel cremonese e l'uso illecito dei rifiuti sotto la Brebemi.

Nell'ambito delle indagini le forze dell'ordine hanno effettuato anche una perquisizione nella mattinata nella sede della Locatelli di Grumello del Monte. Secondo l'accusa di corruzione l'impresa Locatelli avrebbe dato 100 mila  a Nicoli Cristiani e 10 mila a Rotondaro per ottenere le dovute autorizzazioni per la realizzazione della discarica di amianto a Cappella Cantone. I rifiuti, inoltre, invece che essere trasferiti alla discarica di Calcinate, sarebbero stati scaricati sotto la Brebemi.

Nicoli, 68 anni imprenditore di Breno, nel Bresciano, è da tempo impegnato in politica con il centrodestra: è consigliere regionale di Forza Italia dal 1995, nella VI Legislatura regionale ha rivestito l'incarico di assessore all'Ambiente e all'Energia, nella VII Legislatura quella di Assessore alla Qualità dell'Ambiente e nella VIII. Dallìaprile del 2009 Nicoli Cristiani è membro di diritto del Coordinamento regionale e di quello provinciale del Pdl. Nel 2010 è stato rieletto in Consiglio regionale per la quarta volta nel collegio circoscrizionale di Brescia e dall'11 maggio 2010 è vicepresidente del Consiglio lombardo guidato dal leghista Davide Boni.

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