Altro che polemica bancomat nei negozi Per fine anno si pagherà con WhatsApp

Altro che polemica bancomat nei negozi
Per fine anno si pagherà con WhatsApp

La funzionalità si chiamerà Payments e al momento non è ancora disponibile per tutti. Per inviare soldi on line basterà un messaggio.

Per il momento è stata «avvistata» solo nella versione beta dell’app per Android ed è molto probabile che nella fase iniziale sarà disponibile solo per gli utenti di alcuni Paesi (Stati Uniti, India, Germania e un altro paio, si vocifera), ma i piani del duo Koum-Acton sono piuttosto chiari: entro la fine del 2017 tutti gli utenti WhatsApp potranno scambiare denaro tra di loro.

La funzionalità, scoperta dall’account Twitter WABetaInfo (specializzato proprio nello spulciare le versioni di prova dell’app di messaggistica alla ricerca di nuove funzioni), dovrebbe chiamarsi WhatsApp Payments e dovrebbe consentire agli utenti di scambiare denaro accreditando la cifra su un conto corrente – o un conto on line – direttamente collegato al proprio profilo.

Pur non rappresentando una novità in assoluto (anche altre piattaforme di messaggistica danno la possibilità agli utenti di scambiare denaro, vedi Skype), il rilascio di Payments potrebbe avere un impatto difficilmente preventivabile e calcolabile sul mondo dei pagamenti digitali. Forte dei quasi 2 miliardi di utenti (1 miliardo attivi al giorno, 1,6 miliardi attivi al mese), WhatsApp potrebbe rendere ubiqui o quasi i pagamenti digitali e costringere tutti gli altri operatori del settore (PayPal in testa) a un’affannosa rincorsa.

Nella versione beta di WhatsApp per Android, infatti, è stata implementata la piattaforma peer-to-peer UPI (acronimo di Unified Payments Interface, interfaccia di pagamenti unificata in italiano), che consente di inviare denaro online sfruttando i conti correnti degli utenti. La piattaforma è stata sviluppata dalla National Payments Corporation of India e ciò fa presupporre che il Paese asiatico sarà il primo a sperimentare i pagamenti su WhatsApp.

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Commenti (1) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
luigi zambetti scrive: 12-08-2017 - 18:53h
Tobias Boelter, ricercatore all'Università di Berkeley, aveva individuato all'inizio dell'anno un "baco" in WA che potrebbe consentire a terzi di accedere alle conversazioni. Successivamente la cosa è stata ridimensionata, ma nemmeno FB (proprietaria di WA) ha smentito in modo definitivo, ammettendo che c'era un problema e che avrebbero provveduto sistemarlo. Forse la cosa si è risolta, ma non messaggerei su WA ne' su altri sistemi informatici cose che possano destare interessi. E' di qualche giorno fa la notizia che i dati (cioè la radiografia delle lore vite) di 400.000 correntisti son state "prelevate" dai server della banca. Ricordiamoci che quello che è "comodo" per noi è comodo anche per i ladri e che non esiste un sistema informatico perfettamente sicuro, neanche quello del Pentagono. Quindi se devo fare acquisti on line uso una prepagata con accreditato il minimo indispensabile. Peril resto, bonifico SEPA.
Domenico Pasqualini scrive: 12-08-2017 - 22:03h
Sono totalmente d'accordo con lei.