Autostrade, si paga di più
«Rincaro 7 volte l’inflazione reale»

Dal 1° gennaio 2015 sono scattati i rincari. L’allarme dell’Osservatorio nazionale: «Aumenti medi del 1,7 %. Sette volte l’inflazione reale dello 0,2% assolutamente ingiustificati, avanti così autostrade più care di gasolio e polizze assicurative».

«Da tempo – spiega Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni e trasporti – gli aumenti dei pedaggi finiscono con l’accumulare ingenti flussi di cassa dei concessionari autostradali che sono investiti in attività finanziarie o vengono utilizzati per nuove partecipazioni societarie. Inoltre i soldi dei maggiori ricavi non vanno a finire come dovrebbero in nuovi servizi o nuove opere per gli automobilisti come promesso per giustificare gli aumenti».

«Se non si ferma questa corsa – prosegue Balotta – avremo i pedaggi voce di costo più alta di gasolio e polizze assicurative per trasportatori e automobilisti. La lobby dei concessionari ha imposto come sempre al governo la logica della rendita di posizione monopolista in contrasto con la stessa lotta alle rendite che il governo Renzi dice di voler fare. Gli aumenti sono ingiustificati perché i gestori della rete privati e pubblici hanno già abbondantemente ammortizzato gli investimenti della rete più vecchia e frammentata d’Europa, con 23 concessionari, che continuano a realizzare lauti profitti senza avere vincoli di tutela dell’ambiente e di miglioramento della qualità e della sicurezza servizio». «L’Italia – conclude – resta, tra i pochi Paesi d’Europa, priva di indirizzi capaci di dettare e non di farsi dettare dai concessionari autostradali gli interventi infrastrutturali necessari».

Nei giorni scorsi il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva annunciato i rincari, indicando un aumento medio dell’1,32% per l’intera rete autostradale, con punte dell’1,5. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero dell’Economia e delle Finanze «hanno ritenuto obiettivo prioritario di interesse pubblico l’adozione di ogni misura idonea a consentire il superamento dell’attuale negativa congiuntura economico-finanziaria e considera la calmierizzazione degli adeguamenti tariffari per l’anno 2015, entro l’1,5%, una misura necessaria al conseguimento di tale obiettivo. Tale misura, peraltro, per non ostacolare il completamento degli investimenti previsti, deve necessariamente inserirsi nel contesto dei rapporti di concessione così come oggi sottoscritti e vincolanti per le parti».

L’ELENCO DEI RITOCCHI
Asti-Cuneo 0,00%; ATIVA 1,50%; Autostrade per l’Italia 1,46%; Autostrada del Brennero 0,00%; Autovie Venete 1,50%; Brescia-Padova 1,50%; Consorzio Autostrade Siciliane 0,00%; CAV 1,50%; Centro Padane 0,00%; Autocamionale della Cisa 1,50%; Autostrada dei Fiori 1,50%; Milano Serravalle Milano Tangenziali 1,50%; Tangenziale di Napoli 1,50%; RAV 1,50%; SALT 1,50%; SAT 1,50%; Autostrade Meridionali (SAM) 0,00%; SATAP Tronco A4 1,50%; SATAP Tronco A21 1,50%; SAV 1,50%; SITAF 1,50%; Torino - Savona 1,50%; Strada dei Parchi 1,50%.

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