Bossetti, la moglie Marita a BgTv:
«Nessuna illusione, percorso lungo»

«Parlando con i nostri legali, ci avevano anticipato che questo caso, così mediatico, con evidenti errori, non poteva risolversi all’udienza preliminare con un “ci siamo sbagliati”».

Così Marita Comi, la moglie di Massimo Giuseppe Bossetti, spiega in un’intervista andata in onda a «Bergamo in diretta» (la trasmissione di approfondimento giornalistico di Bergamo Tv), come il rinvio al giudizio del marito non sia stata una sorpresa. Nell’incontro col marito con i figli dopo la decisione del gup, hanno scambiato poche parole su quanto accaduto in tribunale: «Abbiamo detto: non ci siamo fatti illusioni, il percorso sarà lungo, ma siamo convinti di poter dimostrare la sua innocenza».

Marita Comi ha poi aggiunto, riferendosi ai figli: «Ora sono alquanto tranquilli, ma non posso valutare quanto sia profonda la loro ferita per questo incubo che stanno vivendo». I bambini «di sicuro quando vedono i carabinieri o la polizia si nascondono dietro di me, mi chiedono se sono lì per loro, così come quando vedono i giornalisti mi chiedono di andare via».

La moglie di Bossetti ha ricordato che, come da intercettazioni, «sin da subito ho detto con convinzione che Massimo non poteva macchiarsi di un delitto, figurarsi di una ragazzina dell’età di nostro figlio». Poi, è stata travolta dal «bombardamento mediatico, e tutti al mio posto si sarebbero chiesti se gli inquirenti potevano conoscere cose che io non sapevo, e quindi ho incalzato di domande mio marito, e lui mi ha dato risposte convincenti». E ha proseguito: «Ora conosco tutti gli indizi, e sono certa che possono essere contestabili». Confermando con forza l’innocenza di suo marito.

L’avvocato Claudio Salvagni che, con il collega Paolo Camporini assiste Massimo Bossetti, nel corso della trasmissione condotta da Paola Abrate, ha confermato quanto dichiarato al termine dell’udienza preliminare. Spiegando: «Sul rinvio a giudizio nessuno aveva grossi dubbi, neppure Bossetti. Diciamo che l’udienza è stata un po’ troppo frettolosa. Stiamo parlando di un processo indiziario, con tanti elementi da valutare e l’udienza si è conclusa in poche ore».

Ospiti della trasmissione, anche l’avvocato Roberto Magri, i giornalisti Giangavino Sulas e Vittorio Attanà, il genetista forense Marzio Capra e, con un’intervista telefonica, il generale Luciano Garofano.

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