Cyberbullismo, attenti ai siti tranello
Salvano foto e video all’insaputa

Ask.fm, Snapchat, Instagram, Formspring. Nomi che per molti potranno forse non significare nulla. Ma che per le giovani generazioni sono luoghi virtuali dove trascorrere il tempo libero. Senza pensare ai rischi che ne possono derivare, essendo i bulli, anzi i «cyberbulli», sempre in agguato.

In particolare su Ask.fm, una sorta di piattaforma digitale tipo Facebook, ma con la differenza che il servizio si basa sull’anonimato più totale. Come per Facebook - da molti ragazzini ormai considerato un social «vecchio», perché frequentato anche dai genitori e pure dai nonni - esistono anche per Ask.fm le «amicizie»: solo che sulle bacheche degli amici è possibile lasciare messaggi, a differenza di Facebook, assolutamente anonimi.

La manna per i cyberbulli. E Ask.fm ha già oltre sessanta milioni di utenti in tutto il mondo, compresi tanti giovanissimi che spesso si registrano mentendo sulla loro minore età (l’iscrizione è possibile soltanto dai 13 anni in su). L’altro caso è quello di Snapchat, che oggi è tra i social più utilizzati: su questo portale, o app per gli smartphone, tanti adolescenti sono soliti scambiano foto private, anche di parti intime (in gergo si chiama sexting), pensando che la piattaforma sia un sistema sicuro, perché viene garantito che le foto e i video inviati, dopo un certo lasso di tempo limitato, si cancellano, senza che il ricevente possa salvarli sul proprio disco fisso oppure sul proprio telefonino multimediale. In realtà non è così: esistono purtroppo delle app che eludono questa impostazione, permettendo il salvataggio di foto e video e l’eventuale ricatto da parte del cyberbullo di turno.

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