Esselunga, stop alla vendita
Controllo a moglie e figlia di Caprotti

Congelata ogni operazione. Aperto il testamento. La presidenza della holding a Marchetti.

Il Cda di Supermarkets Italiani, la holding che controlla Esselunga, ha deciso «in considerazione della scomparsa del dottor Bernardo Caprotti, di non dar corso, allo stato, ad operazioni relative alla controllata Esselunga». Lo si legge in una nota diffusa al termine del board, riunito a Milano, che ha cooptato e nominato presidente Piergaetano Marchetti al posto del fondatore. In sostanza, è congelato l’esame delle offerte (comunque non vincolanti) pervenute a fine agosto da due gruppi di private equity, Blackstone e Cvc. Proposte d’acquisto girate alla banca d’affari Citigroup con l’indicazione di esaminarle, vagliarle e nel caso negoziarle.

Tutti i consiglieri della società che controlla Esselunga «hanno espresso gratitudine ed hanno reso omaggio alla figura del fondatore per la straordinaria storia imprenditoriale di cui è stato protagonista e che ha consentito ad Esselunga di diventare leader riconosciuto a livello internazionale nel settore della grande distribuzione», si legge nel comunicato.

Bernardo Caprotti ha lasciato il controllo di Supermarkets Italiani, la holding di Esselunga, alla moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina. A loro ha infatti destinato la quota del 25% di cui poteva disporre. Insieme alla «legittima» le due donne avranno il 66,7% del capitale. Lo si apprende dopo l’apertura del testamento. «Faremo di tutto per salvaguardare il gruppo» Questo l’unico commento di Giuseppe Caprotti, figlio dell’imprenditore brianzolo scomparso venerdì scorso, all’uscita dello studio del notaio Marchetti dove è stato aperto il testamento.

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