In cinquemila a Torre Boldone
«Veci» e nuove leve, viva gli alpini

Fanfare, canti, alzabandiera, vessilli e tricolori: gli ingredienti sono sempre gli stessi, ma il risultato ogni volta è un’adunata unica, capace di emozionare. È accaduto anche domenica 4 settembre a Torre Boldone per la sfilata della sezione di Bergamo

Fanfare, canti, alzabandiera, vessilli e tricolori: gli ingredienti sono sempre gli stessi, ma il risultato ogni volta è un’adunata unica, capace di emozionare. È accaduto anche domenica 14 settembre a Torre Boldone per la sfilata della sezione di Bergamo che ha visto marciare dietro allo striscione «Berghem de sass» e al ritmo dell’inno alpino «Trentatré» quasi cinquemila alpini con oltre 250 gagliardetti dei gruppi.

Tra loro gli uomini della Protezione civile con le squadre antincendio e i rocciatori, gli atleti, le unità cinofile, in coda anche due muli. Ad accompagnare il corteo una cinquantina di sindaci che sanno bene quanto sia prezioso il lavoro dei volontari dell’Ana, il gonfalone della città di Bergamo con l’assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla e il consigliere Gianfranco Ceci, il senatore Nunziante Consiglio, l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi, il consigliere regionale Mario Barboni e i rappresentanti delle forze dell’ordine e della Croce Rossa.

Molta gente lungo il percorso pronta a gridare «Viva gli alpini» e ad applaudire il passaggio delle penne nere. Con la novità della massiccia presenza di alpini di pianura che battono nei numeri quelli di montagna: il motivo? Forse il fatto che i nuovi gruppi costituitisi negli ultimi anni nascono nella Bassa e - si sa - l’entusiasmo dei neofiti è imbattibile.

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