Province, l’allarme del Pirellone
«Non ci sono soldi per gli stipendi»

«Sembra che il Governo e il sottosegretario Delrio abbiamo avviato per Natale una sorta di campagna “adotta un dipendente delle Province”. Pare essere questo l’unico modo rimasto per evitare che i lavoratori finiscano in mezzo a una strada»

«Se non cambieranno le cose, e anche in fretta, non ci saranno i soldi per pagare gli stipendi, nonostante le dichiarazioni di stampa di qualche esponente del Governo». Lo rileva il sottosegretario alle Riforme istituzionali, Enti locali, Sedi territoriali e Programmazione Daniele Nava, dopo aver incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori delle Province.

«Il 31 marzo - ha proseguito Nava - la stragrande maggioranza delle Province dichiarerà ufficialmente il dissesto finanziario. Non vorrei che il Governo stesse aspettando proprio questo passaggio per cambiare con un colpo di mano le procedure sul personale, giustificando il tutto con la straordinarietà della situazione. Noi non facciamo alcun allarmismo come qualcuno ha detto Le nostre considerazioni si basano solo e unicamente su quello che è scritto nelle norme, in particolare nella Legge di Stabilità, che ha di fatto stravolto anche l’applicazione della Legge Delrio. C’è un problema macroscopico di copertura finanziaria dei servizi fondamentali come quelli relativi alla viabilità e all’edilizia scolastica e del pagamento degli stipendi del personale che deve gestire queste funzioni».

Ancora più caustico Massimo Garavaglia, assessore regionale all’Economia: «Leggiamo con stupore l’intervista del sottosegretario Rughetti che sostiene che il personale delle Province verrà assorbito dalle Regioni. Bene, per quanto riguarda la Regione Lombardia non c’è nessun problema: noi abbiamo circa 30 dipendenti che vanno in pensione ogni anno e quindi siamo in grado di assorbire 30 persone l’anno, che nell’arco di quattro anni significa assorbire 120 dipendenti. Per il resto ci penserà il Governo».

E nonostante i «tagli operati dal Governo Renzi» la Regione Lombardia , «ha l’obiettivo di mantenere le tasse inalterate, di mantenere tutti i servizi inalterati e di continuare comunque a ridurre la pressione fiscale sui cittadini. In questo bilancio nonostante i tagli subiti non aumentiamo le tasse di un euro e non aumentiamo l’addizionale Irpef come invece fanno altre Regioni: per cui non aumentiamo di un euro le imposte ma anzi come detto le riduciamo sia con la riduzione dei ticket che con quelle del bollo per le auto», ha concluso Garavaglia.

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