«Scampato alla morte per pochi metri» La testimonianza di un bergamasco

«Scampato alla morte per pochi metri»
La testimonianza di un bergamasco

«Ho sentito un boato, poi ho visto il camion fermo, schiacciato contro il chiosco, circa trenta metri davanti a me».

«D’istinto ho iniziato scappare, sentivo la gente urlare, piangere, la vedevo precipitarsi in ogni direzione. Alcune di queste persone erano ferite, ma continuavano a correre in cerca di un posto dove sentirsi al sicuro». Non è ancora passata un’ora dall’attacco nel cuore di Barcellona quando raggiungiamo al telefono l’italiano Luca Lamberto, 24 anni, di San Paolo d’Argon, da pochi minuti chiuso nel suo albergo, in attesa di poter fare ritorno in Italia. È ancora sotto choc quando ci descrive lo scenario di paura che tutt’a un tratto si è trovato di fronte, mentre passeggiava lungo la Rambla principale della città catalana.

Ma il suo racconto è abbastanza lucido da rendere bene l’idea dell’atmosfera da apocalisse che dopo gli attentati di Parigi, Nizza e Berlino abbiamo già imparato a conoscere: «Chi guidava è sceso immediatamente dal camion ed è scappato, infilandosi in un bar – racconta Luca –. La polizia è arrivata subito, ma a quel punto mi sono nascosto all’interno di un negozio. È stato un gesto d’istinto, la mia prima preoccupazione è stata quella di mettermi in salvo».

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Commenti (3) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
Alby On scrive: 18-08-2017 - 23:40h
Qualcuno ha accertato la veridicità del racconto?
Giulio Agazzi scrive: 18-08-2017 - 14:44h
Teniamo presente che buona parte degli esecutori degli attentati fin'ora perpetrati ai danni degli occidentali, sono stati fatti da persone che sono nate, cresciute o comunque vivevano da anni in Europa. Ciò dimostra che non basta avere una carta d'identità per essere un cittadino europeo se la mentalità della famiglia rimane quella del paese d'origine. Prima di dare la cittadinanza di una qualsiasi nazione europea dovrebbero fare vari colloqui con psicologi esperti per capire come la pensano, se veramente vogliono integrarsi o se continuano a pensare che noi siamo gli "infedeli" da eliminare in qualsiasi modo, se non ci adeguiamo al loro stile di vita, alla loro mentalità, alla loro religione. Chi non vuole accettare i nostri usi e costumi deve essere spedito al più presto al paese d'origine o a quello dei genitori se nato in Europa, perché vuol dire che i genitori si sono tenute care le loro idee e non gli hanno certamente insegnato cosa vuol dire essere un cittadino europeo.
PatriPatriziaPagani
Patri Pagani scrive: 19-08-2017 - 09:08h
Io non gl daeii proprio la cittadinanza se non dopo 20 anni .ma qui' e tutto facile comodo e dovuto.....
tibaut65
Luca Pedrali scrive: 19-08-2017 - 13:54h
D'accordissimo. Mio padre avrebbe detto . sante parole !! Speriamo vengano ascoltate da chi ci governa e governerà perchè qui ne va del futuro dei nostri figli e nipoti
Giulio Agazzi scrive: 19-08-2017 - 15:44h
Sig. Pagani, probabilmente ha ragione Lei, purtroppo in Italia ci sono coloro che si illudono che dando loro la cittadinanza italiana solo perché nascono in Italia (magari da genitori clandestini), possano un domani ricevere voti non rendendosi conto che questi presto fonderanno un partito islamista e, con la quantità di "profughi" arrivati e che continueranno ad arrivare ce lo troveremo certamente al parlamento. La democrazia è una bellissima cosa, giusta e sacrosanta, ma bisogna anche saperla gestire e non abusarne, perché non si chiede al popolo cosa ne pensa o forse qualcuno pensa di poter fare ciò che vuole?
zetaf77
ivan milesi scrive: 20-08-2017 - 10:56h
Quindi i terroristi delle br, nati e cresciuti in un paese capitalista, li avremmo dovuti espellere in URSS. Non condivido il pensiero che include nello stesso calderone una miriade di persone. Sono azioni di fanatici, lo stesso fanatismo che guida anti abortisti, suprematisti americani e chiunque pretende di imporre la propria personalissima visione del mondo. Io, non mi arrendo davanti ai liberticidi di ogni stampo. Mai!
Giulio Agazzi scrive: 20-08-2017 - 17:03h
Sig. Milesi, come spesso accade Lei travisa o non comprende esattamente il pensiero che uno vuole esprimere, per le brigate rosse mi risulta che erano italiani , figli di italiani e cosi via da generazioni. Non è cosi per coloro che arrivano o nascono qui ma in un ambiente culturale dove magari si continua a seguire la legge e le tradizioni islamiche, ma qui siamo in Italia, se vogliono restarci devono adeguarsi alle nostre leggi, come del resto dobbiamo fare noi se ci rechiamo nei loro paesi. Provi Lei ad andare in Iran ,Yemen o Arabia (solo per citarne qualcuno) a fare quello che loro fanno qui da noi e vediamo come ne esce. Per il resto la democrazia permette anche la libertà di pensiero e se Lei la pensa cosi è liberissimo di farlo (cosa che forse in altri paesi non Le sarebbe possibile).
tibaut65
Luca Pedrali scrive: 18-08-2017 - 07:00h
Ci poteva essere un strage se non ammazzavano i 5 terroristi con le cinture esplosive, sono degli immondi essere e per tali vanno trattati tutti alla stessa maniera. Non vogliono lo stile occidentale allora fuori dall'europa per sempre. Dovremmo espellere tutti musulmani e confiscare i loro beni . Basta con il buonismo espulsione di massa !
Massimo Deiana scrive: 18-08-2017 - 13:25h
Si, concordo, l'Islam sta dimostrando di essere una forza fortemente conservatrice e reazionaria e, per certi versi, oserei dire perfino che è un movimento fortemente razzista e settario. Mi domando come delle persone che pensino di essere democratiche e progressiste possano comunque appoggiarlo come stanno facendo. L'unica spiegazione che trovo è che gli Stati da cui provengono questi "dominatori" sono quelli che sostengono il nostro immenso debito pubblico comprando i nostri titoli di stato. Non ne vedo altre, Più che confiscare ed espellere, io direi di VIETARE l'Islam e la sua apologia, per gli stessi identici motivi per cui sono stati vietati il movimento fascista e nazista e la loro apologia. In giro per il mondo ci sono anche loro, ogni tanto provano ad alzare la cresta ( vedi recenti fatti in America ma non dimentichiamo la Svezia)... ma fino ad adesso hanno trovato chi gliela fa ripiegare. Secondo me la cosa va considerata, fino a quando proclamare l'Islam non sarà REATO PENALE non ne usciremo. Saluti.
plebani daniela scrive: 18-08-2017 - 13:37h
...non si può che condividere!