Scuola, un anno di confronto
Renzi: «150 mila assunti nel 2015»

«Propongo che per un anno tutta Italia - destra, sinistra, Nord, Sud - discuta di come insieme vogliamo rifare la scuola, perché non la può rifare Renzi o il ministro: o la rifà una comunità o sarà l’ennesima riforma calata dall’alto». Così il premier Matteo Renzi.

«Propongo che per un anno tutta Italia - destra, sinistra, Nord, Sud - discuta di come insieme vogliamo rifare la scuola, perché non la può rifare Renzi o il ministro: o la rifà una comunità o sarà l’ennesima riforma calata dall’alto».

Così il premier Matteo Renzi a Rtl.«Non facciamo come gli altri che hanno annunciato la riforma della riforma della controriforma e siamo tutti usciti matti. Con linguaggio semplice e tranquillo diciamo che la scuola è il valore più importante di un Paese».

Un piano straordinario per «rivoluzionare» la scuola: è quello voluto dal premier Renzi e pubblicato sul sito del Governo passo dopo passo.

150 mila docenti assunti a settembre 2015 per azzerare le graduatorie e dire basta alle supplenze. Dal 2016 si diventerà docenti di ruolo solo per concorso. Gli scatti non saranno più per anzianità. Ogni 3 anni 2 docenti su 3 avranno in busta paga 60 euro netti al mese in più «grazie a una carriera che premierà formazione e qualità del lavoro in classe».

«Tutti coloro che stanno dentro alle graduatorie a esaurimento devono essere assunti dalla scuola, perché hanno un diritto nei confronti dello Stato. In cambio chiediamo di cambiare le regole del gioco: più disponibilità degli insegnanti a essere valutati e possibilità ai presidi di scegliersi gli insegnanti che ritengono più adatti» rendendo anche chi non ha una cattedra parte di un «organico funzionale» che fa le supplenze ma non solo: «la squadra del preside».

Renzi ammette i suoi difetti e spiega che «ci vuole l’insegnamento dell’inglese come lingua madre per evitare di parlarlo come lo parlo io: è un ’globish’ più che un english».

«Ascolteremo i ragazzi e i genitori sulle materie per due mesi. Io sono per più storia dell’arte, più musica, più educazione motoria e fisica. E più investimento nelle nuove tecnologie».

«Vi propongo un patto educativo, non l’ennesima riforma, non il solito discorso che propongono tutti i politici, una cosa diversa. Abbiamo un anno di tempo per rivoluzionare la scuola italiana».

«Sarà bellissimo ascoltare la voce di tutti, perché la scuola non è del ministro né del Presidente del Consiglio».

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