Domenica febbraio 2014

Smart si ribalta a Treviglio

Morto uno dei due giovani

La Smart che si è ribaltata a Treviglio

Una serata trascorsa in allegria con gli amici si è trasformata in tragedia per un ragazzo albanese di 22 anni, deceduto sette ore dopo l’incidente stradale accaduto a Treviglio nella notte tra sabato e ieri, in prossimità dei campi sportivi comunali.

Gjoka Laidon è spirato per le gravi ferite riportate nel ribaltamento della Smart guidata da un amico ventiquattrenne italiano di Spirano, Y. G., rimasto gravemente ferito e ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Treviglio. Il giovane albanese era stato sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico per rimediare a una vasta emorragia interna, contro la quale però nulla hanno potuto i medici.

Il ventiduenne è infatti spirato mentre era in corso l’operazione, poco dopo le 10 di ieri, gettando nella disperazione i genitori Zef e Valbona e il fratello minorenne Arvaldo, con i quali abitava a Treviglio da dieci anni, al terzo piano di un condominio di via De Amicis 1. Qui ieri per tutta la giornata tanti componenti della comunità albanese e gli amici del ragazzo si sono ritrovati per portare parole di conforto alla famiglia Laidon. Tra di loro Mario ed Enea, due amici ventenni che lo hanno così ricordato: «Era un pezzo di pane e conosciuto e apprezzato per questo da tanti ragazzi. Non aveva un lavoro in questo periodo – hanno raccontato –, ma lo cercava fortemente e la scorsa settimana aveva portato il suo curriculum nelle agenzie di lavoro di Treviglio». L’incidente che è costato la vita a Gjoka Laidon è accaduto nella notte tra sabato e ieri, intorno le 2,30. Non si sa esattamente dove i due ragazzi fossero diretti a bordo della Smart, provenivano però da un bar del centro di Treviglio. Qui il giovane albanese aveva trascorso la serata con la sua compagnia e poco prima delle due e mezzo era venuto a prenderlo l’amico di Spirano che lo aveva invitato a fare un giro. Giunti alla rotatoria di largo Dante Alighieri hanno imboccato via Bergamo, la strada che collega Treviglio ad Arcene: il giovane di Spirano ha guidato il piccolo veicolo per un tratto rettilineo di cento metri, poi ha girato verso destra per immettersi in via Ai Malgari andando però a urtare il cordolo del marciapiede spartitraffico. Un impatto violento che ha fatto ribaltare l’auto, rimasta poi con le ruote all’aria in mezzo alla carreggiata, una ventina di metri più in là. I due occupanti sono rimasti incastrati nell’abitacolo, entrambi privi di sensi. A soccorrerli per primi sono stati alcuni automobilisti di passaggio che hanno lanciato immediatamente l’allarme al 112.

È spirato in ospedale

In attesa dei soccorsi il giovane alla guida del veicolo si lamentava mentre l’amico non dava segni di vita. Provvidenziale l’intervento del personale medico-infermieristico che è riuscito a rianimare il ragazzo albanese con lunghi massaggi cardiaci per poi intubarlo e trasferirlo all’ospedale trevigliese insieme all’altro ferito. Una volta ricoverato, Gjoka Laidon ha avuto un altro arresto cardiaco al quale i medici hanno posto nuovamente rimedio, prima di sottoporre il giovane all’intervento durante il quale purtroppo è spirato. Per i rilievi è intervenuta una pattuglia dei carabinieri di Caravaggio: è da stabilire se all’origine dell’incidente ci sia la velocità o il fondo stradale bagnato.

I carabinieri, nell’ambito del loro intervento, hanno anche chiesto ai medici dell’ospedale di Treviglio di effettuare gli esami tossicologici sul conducente, per sapere se il ragazzo guidasse sotto l’effetto di alcol o stupefacenti. La salma di Gjoka Liadon si trova nella camera mortuaria dell’ospedale, già a disposizione dei familiari che avrebbero intenzione di celebrare in funerali in Albania.

Fabrizio Boschi

© riproduzione riservata

Commenti (14) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
pajarbully scrive: 11-02-2014 - 20:10h
RIP
Epiworld scrive: 10-02-2014 - 15:09h
@pincino - Lo spigolo che vedi delimita un lato del passaggio pedonale che dista almeno 10/15m dalla via Bergamo. Spero che sia un concetto di sicurezza anche un passaggio pedonale protetto. Tolte le colpe umane cha hai citato, il problema di queste automobiline è che sono state progettate senza tanti criteri di sicurezza. Gli ostacoli in città ci sono. Cosa dobbiamo fare? Abbattere case, lampioni stradali? C'è solo da recepite il rispetto il codice della strada e ridurre la velocità.
pincino scrive: 10-02-2014 - 12:44h
Innanzitutto sono addolorato per la perdita di una vita umana! Non sta a me fare ovvie considerazioni su velocità, uso improprio del telefono, utilizzo di alcol e droghe varie che distruggono la personalità dell'uomo. Vorrei invece porre l'accento su un modo di costruire ormai diventato regola che accentua il pericolo, amplificandone le conseguenze degli incidenti. Valutiamo la fotografia n° 2, si vede che lo spigolo che delimita la zona del passaggio pedonale è metto. Questo, in caso di impatto,tende a sollevare l'autoveicolo ed abbinandolo alla velocità lo fa ribaltare. Il problema, più volte segnalato, non ha mai trovato recepimento.
perepere scrive: 10-02-2014 - 07:18h
Quasi sempre, sia per i giovani che per gli adulti, questi incidenti sono la causa di una guida sopra le righe (e per "righe" intendo il rispetto delle principali regole della guida), quali la velocità eccessiva (possibile che non ci si ricordi che in curva l'alta velocità per effetto della forza centrifuga ci sbatte fuori strada?), le distrazioni vietate (cellulare) ma che si continua imperterriti a maneggiare (l'occhio o guarda il cell o la strada, non può fare entrambi contemporaneamente....), avere bevuto e la sensazione di onnipotenza che intorpidisce la capacità di intendere il pericolo. Andando indietro nel tempo, in proporzione alle auto circolanti c'erano meno incidenti anche se non c'erano le cinture, gli air bags, e tutti i controlli elettronici delle auto moderne...chissà forse i giovani di allora conoscevano meglio i propri limiti e quelli della loro auto... ALDA
Vedi tutti i commenti