Un territorio di buone pratiche Un modello di connessioni

Un territorio di buone pratiche
Un modello di connessioni

Pensare alla provincia come a un territorio connesso, dove ogni maglia della rete che collega la grande tela a scacchi e mette in relazione le singole aree geografiche rappresenta una buona pratica sostenibile, fatta di comportamenti green, di azioni di tagli agli sprechi, di maggiori risparmi e di rispetto dell’ambiente.

Pensare alla provincia come a un territorio connesso, dove ogni maglia della rete che collega la grande tela a scacchi e mette in relazione le singole aree geografiche rappresenta una buona pratica sostenibile, fatta di comportamenti green, di azioni di tagli agli sprechi, di maggiori risparmi e di rispetto dell’ambiente. Una provincia che però non sa di essere così innovativa nei suoi stili di vita. Non lo sa perché ancora fa fatica a raccordarsi e a mettere in condivisione tutte queste sue potenzialità.

Un territorio connesso
Il nuovo numero della rivista green “eco.bergamo”, in edicola domenica 5 giugno, in allegato gratuito al quotidiano L’Eco di Bergamo
, parte da qui, da questa fotografia e a questo tema è dedicato l’inserto centrale del magazine, otto pagine di analisi, grafici, tabelle che mettono in evidenza le buone pratiche, dove sono e quanto sono diffuse.

Impianti fotovoltaici, idroelettrico, mobilità e trasporti verdi, raccolta differenziata dei rifiuti, ma anche infrastrutture per le vie di comunicazione digitali ad alta velocità sono pratiche ormai diffuse, ma in maniera disomogenea. Un po’ di qui e un po’ di là. Eppure tutte le aree della provincia, hanno sostanzialmente le stesse caratteristiche. E dove in una zona si è riusciti a primeggiare non è affatto detto che lo stesso primato non riesca da un’altra parte. Basterebbe solo condividere e farsi contaminare dalle stesse buone pratiche. In poche parole, conoscerle e imitarle.

La nuova forza del sole
Il nuovo numero della rivista green “eco.bergamo”, in edicola domenica 5 giugno, in allegato a L’Eco di Bergamo, indica questi percorsi virtuosi, in un viaggio dentro la provincia, nei suoi casi virtuosi (come Cisano Bergamasco, il comune con la produzione di energia verde da impianti fotovoltaici più elevata di tutta la provincia) e i modelli pronti per essere replicati in altre aree.

Così se le Valli, Brembana e Seriana, in particolare sono fra le più ricche di impianti fotovoltaici per produrre energia elettrica da fonte rinnovabile, oppure se nella Bassa Bergamasca gli impianti a biomassa sono la fonte principale di produzione di energia termica, lo stesso potrebbe accadere esattamente e senza difficoltà in altre zone del territorio.

La condivisione delle pratiche
Lo stesso vale per la mobilità sostenibile, il ricorso a forme di trasporto verde e condiviso come il car-sharing: per alcune aree l’auto elettrica non solo è una scelta già in forte crescita, ma stanno spingendo gli investimenti per dotare le strade principali delle colonnine per la ricarica, servizi finora ancora molto carenti.

Energia: è un altro capitolo sviluppato, così come le infrastrutture della banda larga, la rete ad alta velocità per la trasmissione di dati e informazione. Il territorio insomma, sta crescendo in innovazione e buone pratiche e potrebbe trasformarsi da modello esemplare anche se ancora all’inizio di smart city a modello virtuoso di smart land. Un percorso che si può fare e nel servizio di approfondimento sul mensile eco.bergamo, in edicola domenica con L’Eco, emerge come sia più una questione di rete, di condivisione che di vera volontà.

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