Brembo anno da record, utile +31% Bombassei: «Il 2016 punto di svolta»
Alberto Bombassei al Kilometro Rosso di Stezzano

Brembo anno da record, utile +31%
Bombassei: «Il 2016 punto di svolta»

Il presidente di Brembo Alberto Bombassei, commenta con soddisfazione i risultati ottenuti. Tutti gli indici sono fortemente positivi.

«Il 2016 ha segnato un reale punto di svolta nella crescita del gruppo per l’entità dell’espansione della nostra impronta industriale»: non trattiene la soddisfazione il presidente di Brembo Alberto Bombassei (che ieri ha ricevuto al Quirinale il premio Leonardo 2016) nel commentare i conti al 31 dicembre 2016 approvati dal cda riunitosi venerdì 3 febbraio a Stezzano al Kilometro Rosso. Rispetto allo stesso periodo del 2015, la multinazionale dei freni chiude l’anno appena trascorso con l’utile che impenna di quasi il 31% a 240,6 milioni di euro, mentre i ricavi crescono di quasi il 10% e sfiorano i 2,3 miliardi. Buona la crescita dei margini (+23,3% l’Ebitda e +30,3% l’Ebit), mentre peggiora l’indebitamento netto: +35%, pari a 195,7 milioni, «per via dei significativi investimenti (260,7 milioni) realizzati nel corso dell’anno» spiega il cda.

Matteo Tiraboschi e Alberto Bombassei - Brembo

Matteo Tiraboschi e Alberto Bombassei - Brembo

A fronte di questi risultati, che Bombassei definisce «ottimi», la proposta di dividendo per il 2017 (in pagamento dal 24 maggio) è di un euro per ognuna delle azioni ordinarie, in aumento rispetto alla cedola di 0,80 euro staccata nel 2016. Gli azionisti, convocati in assemblea il prossimo 20 aprile, saranno inoltre chiamati ad approvare un frazionamento azionario (a partire dal 29 maggio) delle attuali 66.784.450 azioni ordinarie in rapporto di 1 a 5, nonché l’uscita volontaria della società dal segmento Star di Borsa Italiana, alla luce della recente ammissione del titolo Brembo nell’indice principale del Ftse Mib. Una scelta «motivata dal costante e significativo incremento del valore borsistico del titolo e della relativa capitalizzazione di mercato, che ormai ha stabilmente superato, attestandosi oltre i 4 miliardi di euro, la soglia massima di 1 miliardo prevista dai requisiti di appartenenza al segmento Star» spiega il cda. All’assemblea sarà infine sottoposto un piano di buy-back fino a un massimo di 1,6 milioni di azioni. «I risultati più che soddisfacenti ottenuti nel 2016 riguardano l’insieme dei nostri principali business in modo trasversale. Tutti i settori in cui operiamo, dall’auto alla moto, dal racing all’aftermarket, hanno dato il loro contributo alla crescita del fatturato di Brembo, sia sui mercati di riferimento sia su quelli emergenti» commenta il vice presidente esecutivo, Matteo Tiraboschi. Il contributo maggiore alla crescita è arrivato dal settore delle applicazioni per autovetture, che ha chiuso l’esercizio in aumento del 12,3%.

FRENI BREMBO SULLA FERRARI DI FORMULA UNO - FRENI BREMBO DI CURNO

FRENI BREMBO SULLA FERRARI DI FORMULA UNO - FRENI BREMBO DI CURNO

A livello geografico, la crescita ha riguardato tutte le aree in cui Brembo è presente, a eccezione del Sudamerica (Argentina e Brasile), che risulta ancora in calo (-10,4%). I numeri approvati dal cda consentono alla società - che quest’anno avrà per la prima volta un proprio stand al Salone dell’Auto di Ginevra (dal 9 al 19 marzo) - di guardare al 2017 con «cauto ottimismo, sebbene in quadro globale di forte volatilità».Intanto il titolo Brembo in Borsa resta poco mosso e chiude la seduta odierna in calo dello 0,3% a 65,80 euro.

FRENO AL CARBONIO DELLA FRENI BREMBO Spa

FRENO AL CARBONIO DELLA FRENI BREMBO Spa
(Foto by Colleoni)

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bricyx
Carmine Cesare scrive: 04-03-2017 - 16:06h
sono operaio della BREMBO dal1979 ho avuto la fortuna di lavorare in questa Grande Azienda Mondiale prima al mondo nel settore impianti frenanti ad alto contenuto tecnologico ed conoscere il dott. inge. ALBERTO BOMBASSEI persona stimatissima rispettosa verso i suoi clienti e isuoi operai e collaboratori . grazie sig. Presidende
Luca Brischetto scrive: 04-03-2017 - 12:37h
Un'azienda Italiana e Bergamasca che si fa onore nel mondo, perché punta sull'innovazione, sulla qualità, sul know-how, che cerca sempre di alzare l'asticella, invece di abbassarla, per competere sul mercato con le proprie armi, invece che con quelle altrui.