Investire, ma non c’è solo il mattone
Tornano in auge arte e antiquariato

Investire? C’è chi lo fa nell’arte, chi nelle monete o nel vintage.

Perché se banche (intese anche come investimenti in azioni e obbligazioni) hanno qualche deficit d’immagine (leggi gli strascichi al salvataggio dei 4 famosi istituti) e il mattone ancora non decolla, allora l’arte, come la numismatica o la passione per l’antiquariato, in una parola i beni rifugio, tornano d’attualità.

«L’investimento nei beni di antiquariato – precisa Giorgio Scaccabarozzi, antiquario di Bergamo – riguarda principalmente oggetti belli, di qualità e soprattutto veri. E negli ultimi tempi l’attenzione di collezionisti e appassionati si è concentrata su oggetti di arte moderna e contemporanea». «Beni che sono soprattutto un investimento per gli occhi – prosegue l’antiquario – perché per avere la certezza del ritorno economico bisognerebbe avere la sfera di cristallo. In ogni caso occorre puntare sulle cose belle e di qualità, perché queste si rivalutano nel tempo».

«La percezione della crisi – sottolinea Filippo Bolaffi, amministratore delegato della Bolaffi di Torino, specializzata in monete, francobolli e preziosi – ha spinto molti ad avvicinarsi ai beni rifugio, visti anche come protezione del proprio risparmio. La Lombardia, e in particolare Bergamo che viene subito dopo Milano è sempre anticipatrice delle nuove tendenze. Sono anche in testa per volume d’affari e numero di clienti».

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