Horizon Zero Dawn,  un futuro primitivo

Horizon Zero Dawn,
un futuro primitivo

Horizon Zero Dawn è quanto di più stupefacente l’attuale generazione possa offrire dal punto di vista grafico e artistico. Un titolo difficile da dimenticare, anche se non mancano alcuni piccoli problemi come una IA non impeccabile e quest secondarie ben curate ma poco originali.

Oggi siamo abituati a pensare all’uomo come alla razza terrestre dominante, all’essere che più di ogni altro piega la natura e le altre creature viventi alla sua volontà. Ma in Horizon Zero Dawn, nuovo action RPG sviluppato dai ragazzi di Guerrilla Games (serie Killzone) in esclusiva PS4, la situazione è totalmente ribaltata: in un futuro post-apocalittico ambientato nel 3.000 la razza umana vive – o meglio, sopravvive – in società tribali allo stato primitivo o poco più avanzate che devono fare i conti con le Macchine, robot con sembianze di animali o imponenti dinosauri che hanno letteralmente preso il controllo del pianeta.

All’interno di questa cornice distopica il giocatore veste i panni di Aloy, una misteriosa ragazza dai capelli rossi della tribù dei Nora cresciuta dal padre putativo Rost, un membro emarginato. Molti sono i segreti che si celano dietro al passato della giovane protagonista. Aloy è infatti molto più di una semplice orfana, e la sua storia sembra essere in qualche modo legata a doppio filo alla catastrofe che centinaia di anni prima ha portato la razza umana alla quasi estinzione. Per evitare fastidiosi spoiler non possiamo dirvi altro, ma sappiate che il contesto narrativo e il mondo fittizio tratteggiato dai ragazzi di Guerrilla Games ci hanno catturato immediatamente. Inoltre il binomio primitività e tecnologia va a braccetto in totale armonia, creando un mix esaltante sia dal punto di vista della storia e delle atmosfere, che del gameplay nudo e crudo. Indubbiamente uno dei punti di forza dell’intera produzione. Il tutto viene infine esaltato da un comparto grafico e artistico di altissimo profilo, capace di portare su schermo paesaggi con un livello di dettaglio visto solo nell’ottimo The Witcher 3: Wild Hunt di CD Projekt.

Quello di Horizon Zero Dawn è in definitiva un mondo davvero affascinante, di cui sarà difficile non innamorarsene. E ancora più difficile sarà non innamorarsi della protagonista Aloy, un personaggio ben caratterizzato e fortunatamente lontano dallo stereotipo della «bella che non balla». Un po’ come la dannata Lara Croft nel reboot della serie Tomb Raider, anche se con meno carisma e una recitazione più scialba. Aloy può inoltre essere sentimentale, istintiva o ragionevole a seconda di come si comporta il giocatore. Nei dialoghi è infatti possibile scegliere fra tre strade differenti: rispondere seguendo il cuore, agire con raziocinio oppure ascoltare l’istinto e la rabbia. Soluzione concettualmente interessante e che vivacizza i dialoghi (ma solo pochi), ma che a conti fatti non influisce in maniera significativa sull’evoluzione della storia. Nonostante i personaggi siano tutti bene differenziati dal punto di vista estetico, mancano un po’ di espressività, soprattutto se paragonati a quelli visti in titoli (che vanno inevitabilmente messi sullo stesso piano di Horizon Zero Dawn) come Uncharted 4 o The Witcher 3.

In Horizon Zero Dawn il giocatore può muoversi liberamente in lungo e in largo per le terre del vasto mondo di gioco, facendo però sempre molta attenzione alle macchine pronte ad attaccare in qualsiasi momento. A fianco di una brillante e coinvolgente campagna principale vengono proposte numerosissime quest secondarie e una serie di attività collaterali come sfide tutorial, gare di caccia, liberazione di insediamenti dai banditi e altro ancora. Nel mondo di Horizon Zero Dawn ci sarà sempre qualcosa da fare, anche se ovviamente è la campagna principale il motore trainante dell’esperienza. D’altro canto le attività collaterali, seppure ben curate e variegate, non ci hanno particolarmente colpito in quanto ad originalità.

Nei panni di Aloy il giocatore può adottare due tipi di approcci: action e stealth. Il primo è ovviamente quello più veloce ma anche rischioso, mentre è muovendosi in silenzio e con attenzione che si riesce a sfruttare al meglio le possibilità offerte dal sistema di gioco, come il nascondersi fra i cespugli, lanciare sassi per allontanare i nemici, fischiare per attirarli o cogliergli di sorpresa. Il tutto è reso più semplice (forse anche troppo) dall’ausilio del Focus, una sorta di visore tattico che marca nemici e macchine e fornisce informazioni sui loro punti deboli. Non solo: Aloy può cambiare completamente le carte in tavola portando i robot dalla sua parte. Le macchine possonoinfatti diventare «buone» tramite l’Override, una tecnologia collocata nell’arco di Aloy e che può essere attivata sulle ignare creature avvicinandosi a loro di soppiatto. Ancora una volta l’approccio stealth è quantomai fondamentale. Nella maggior parte dei casi non si parla però di un controllo diretto sulla macchina (come accade con gli animali in Far Cry Primal), visto che questa si mette a combattere contro gli altri uomini o macchine in maniera casuale. Unica eccezione la fanno alcuni robot simili a cavalli che, dopo averli “addomesticati” con l’Override, possono essere cavalcati. Forse permettere una gestione più tattica delle macchine avrebbe reso questo aspetto ancora più esaltante, ma pare evidente che tale scelta è dettata dalla volontà da parte di Guerrilla di lasciare Aloy al centro dell’azione. Tuttavia negli scontri la componente strategica resta comunque importante.

Nel caso in cui si volesse passare all’azione senza troppi complimenti, non c’è comunque da preoccuparsi perché la bella Aloy dispone di un arsenale da far impallidire Rambo: arco da caccia, arco di precisione, balestra, fionda, lancia-trappole, tutti con possibilità di utilizzare munizioni elettrificanti, infiammanti, congelanti e tanto altro ancora. Insomma, abbattere macchine e nemici in carne ed ossa lo si potrà fare in mille modalità differenti, ed è questo uno degli aspetti più appaganti e divertenti del gioco. La varietà degli scontri è garantita dalla varietà di armi, munizioni e macchine più che dalle abilità e dalle mosse di Aloy (che può contare solo di un paio di attacchi e una capriola evasiva). Insomma, fra macchine fuori controllo, azione stealth, colpi di frecce incendiarie, congelanti, trappole e tantissime altre variabili i combattimenti di Horizon Zero Dawn non smetteranno mai di divertire e stupire. Purtroppo qualche problema c’è: sia le macchine che i nemici umani sono mossi da una intelligenza artificiale non proprio irreprensibile e che spesso inficia l’esperienza. Un problema non secondario per un titolo della portata di Horizon Zero Dawn. Ma nessuno è perfetto.

Un ruolo centrale nell’esperienza ruolistica di Horizon Zero Dawn è ricoperto dal processo di raccolta materiali-crafting. Ogni freccia, trappola o dardo può essere realizzato direttamente da Aloy, in qualsiasi momento, con ciò che offre il mondo di gioco o i nemici abbattuti, come rametti e corde. Stesso discorso vale per il potenziamento di armi ed armature tramite le bobine, oggetti reperibili dai corpi delle macchine abbattute, e che ricordano un po’ le vecchie rune di Diablo II. In parallelo all’upgrade dell’equipaggiamento si trova anche un classico sistema di crescita del personaggio, suddiviso in tre rami, che migliora alcune abilità base di Aloy come le uccisioni stealth, l’ampiezza della capriola o la precisione dei colpi, ma non permette uno sviluppo particolarmente approfondito come in altri action RPG.

Insieme a The Witcher 3: Wild Hunt, Horizon Zero Dawn è quanto di più stupefacente l’attuale generazione possa offrire dal punto di vista grafico e artistico. Su questo non abbiamo alcun dubbio. Il “futuro primitivo” di Guerrilla Games è affascinante, poetico, a tratti incredibile, e reso ancora più incisivo da una narrativa non troppo esplosiva ma sicuramente ottimamente scritta. Alcuni problemi ci sono, come una intelligenza artificiale non impeccabile e attività secondarie poco originali, ma Horizon Zero Dawn ha il merito di immergere il giocatore in un mondo che sarà difficile dimenticare. Horizon Zero Dawn forse non sarà un capolavoro, ma un bellissimo videogioco sì. Ed è solo l’inizio.

Piattaforma: PlayStation 4
Genere: action RPG
Sviluppatore: Guerrilla Games
Produttore/Distributore: Sony Interactive
PEGI: 16

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