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«Compenso di copia privata». Poche parole che stanno gettando nel panico gli appassionati di informatica e non solo. Sì, perché un decreto del decreto del ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, datato 30 dicembre, introdurrà di fatto una tassa su tutti i supporti di memorizzazione: hard disk, computer, schede memoria, chiavette usb, ma anche cellulari e smartphone, comprese le schede usate nella macchine fotografiche.
Lo scopo della nuova norma è quello di offrire un compenso alla Siae per pareggiare le perdite sui diritti d'autore degli artisti causate dalla pirateria informatica. Peccato però che la norma colpisca indiscriminatamente tutti, pirati e non pirati, privati cittadini e aziende (c'è una tassa su ogni computer nuovo, maggiorata se c'è anche un masterizzatore), ovviamente a prescindere dall'uso che dei supporti digitali uno possa fare.
Qui il decreto, sul sito del ministero
Ma soprattutto la novità preoccupa i commercianti, già in passato hanno sperimentato gli effetti della tassa introdotta in Italia sui cd e i dvd vergini. I clienti non l'avevano digerita, e piuttosto che pagare più di un euro per un dvd comprato in Italia in molti si sono rivolti - magari con acquisti di gruppo - a negozi stranieri che vendono su internet, dove lo stesso oggetto costa anche il 75% in meno.
Gli aumenti previsti vanno da 0,27 euro per un cd, a 0,41 per un dvd. Poi le cose si fanno complicate, perché dipende dalla capienza dei supporti e dalla loro destinazione: si va da pochi euro ad alcune decine. I dischi fissi ogni giorno che passa diventano disponibili con capienze sempre maggiori: si va da 0,25 a 0,41 euro ogni 25 Gb, il che per un disco da 2 Tb si traduce in un esborso consistente.
Qui potete trovare uno studio approfondito di come cambieranno i prezzi
Ora i commercianti temono che la stessa cosa si ripeta per dischi fissi e memorie: considerato il prezzo in continuo calo dei supporti come i dischi fissi, la tassa introdotta può far lievitare il prezzo anche del 20-30%.
Il settore dell'information technology sta protestando, perché teme ripercussioni sulle vendite che potrebbero farsi pesanti in Italia, complice la crisi. Su internet c'è fermento e si trovano già petizioni da firmare per dire «no» alla sovrattassa. Il decreto è già firmato, e per l'entrata in vigore manca solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
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EVVIVA IL GOVERNO CHE NON AUMENTA LE TASSE....VADAVIAICIA...
Ma poi... Perchè la SIAE esiste? E' un'anomalia tutta italiana!!! I diritti agli autori dovrebbero essere compresi nel prezzo dei CD, DVD, libri, ecc. Basta rubare soldi ai cittadini!! Avete rotto le scatole!!
Non è assolutamente giusto tassare il mucchio, perchè nel mucchio ci sono anche supporti che, per loro natura, non hanno niente da risarcire ne a SIAE ne ad altri organismi nati per tutelare l'inventiva artistica umana. Diciamo le cose come stanno: si tratta di un'altra qualsiasi tassa messa su per fare cassa, con l'alibi SIAE poi, tutto diventa più credibile. Mi meraviglia non abbiano pensato di tassare le ciabatte che danno corrente al pc, ai cavi che portano corrente alle ciabatte, ecc. Un bel boomerang che assottiglierà ulteriormente i guadagni di quelli che hanno avuto questa brillante idea. Bravi somari!!
questo è il governo che non mette le mani nelle tasche dei cittadini...
Da oggi io compro solo all'estero. Cambio anche i fornitori della ditta ma non vi regalo nemmeno un euro.
che schifo
Ringrazio il decreto che permetterà alla SIAE di proteggere le foto delle mie vacanze.
andiamo tutti a fare gli acquisti all'estero???!!! Così andrà bene per Bondi e la siae??????!!!!!
Il compenso per copia privata non è una tassa. Per come è congegnato, ha, da sempre, vari punti di criticità ed è vero che è una delle più rilevanti fonti di entrata del bilancio SIAE. Però non è una tassa. Significa che i prodotti venduti in Italia costeranno di più al consumatore ma non in virtù di una tassa, bensì di un compenso per copia privata. Compenso alla SIAE scrivete... la SIAE è aspramente criticata da moltissimi, anche dai suoi iscritti. Tuttavia il compenso è destinato (tramite la SIAE che raccoglie i soldi) agli autori ed i produttori di fonogrammi, nonché i produttori originari di opere audiovisive, gli artisti interpreti ed esecutori ed i produttori di videogrammi, e i loro aventi causa. (una lettura degli articoli 71 sexies e 71 septies della legge sul diritto d'autore non avrebbe guastato). I soldi raccolti così, poi, sono gestiti in modo non particolarmente trasparente. In breve, l'articolo mi è sembrato un po' superficiale.Le parole sono importanti!
A questo punto, se la "tassa SIAE" viene fatta pagare a tutti in via preventiva, significa che quando si acquista un prodotto tutelato dai diritti d'autore questi si intendano già assolti con il versamento generalizzato e preventivo. Sarebbe delinquenziale far pagare due volte per la medesima ragione.
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