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Sono giovani, di bell'aspetto, quasi tutte studentesse universitarie. In più sono tecnologicamente avanzate: portatile e connessione web, blog ben organizzato e amico o fidanzato che per passione si diletta nella fotografia. Ecco il profilo delle fashion blogger, nuove protagoniste della Rete, amate e odiate, criticate e idolatrate, negli ultimi tempi punto di riferimento di migliaia di giovanissime e non solo. Fashion icon? Più che altro riferimento di chi cerca nel web spunti modaioli e sempre più fenomeno di quel voyeurismo costante della nostra epoca.
Tra di loro c'è anche una bergamasca: Valentina Fradegrada, 19 anni, universitaria con la voglia di cercarsi presto un lavoro nel mondo della moda. Da qualche tempo ha aperto Coop Style (www.coopstyle.com) in cui pubblica i suoi outfit e i suo post. Per chi fosse all'oscuro del mondo delle blogger, il fenomeno è presto spiegato: le ragazze pubblicano nel blog le loro mise (outfit), dando consigli e indicando nomi e marchi di quello che indossano, raccontando qualcosa della loro vita e di come trascorrono le loro giornate, molto spesso all'insegna dello shopping (ecco i post).
Una vetrina on line che molte griffe non si vogliono lasciar scappare, scoprendo in queste fashion blogger dei veicoli pubblicitari non indifferenti. Certo, le ragazze dichiarano di indossare solo quello che a loro piace, ma a Dior così come a Stella McCartney e a molte altre griffe in voga negli ultimi tempi è decisamente difficile dire di no, soprattutto se si è giovani e se si desidera apparire. Perché la moda, in fondo, è anche questo e se le fashion blogger ambiscono a essere cliccate, la loro utenza non vede l'ora di curiosare tra nuovi abbinamenti. E qui il voyeurismo torna prepotentemente, quasi come se scoprire giornalmente gli outfit di questa o quella blogger diventasse una sorta di puntata quotidiana negli armadi di moda delle griffe. «Amo quasi tutto ciò che è fatto per essere indossato - racconta allora Valentina Fradegrada -. Essere considerata una fonte di ispirazione è una cosa che mi piace ed è una soddisfazione sapere che ragazze come me ogni giorno dedicano del tempo a guardare i miei outfit e lasciare commenti ai miei post». Il fenomeno dei blog Valentina l'ha scoperto da Tavi Gevinson, seguitissima fashion guru di soli tredici anni che scrive di moda dalle pagine di Style Rookie da quando ne aveva undici. Una blogger molto diversa però da quelle italiane: la particolarità di Tavi sta nel suo essere sorprendentemente «non alla moda». Niente nomi celebri, la piccoletta ha una vera e propria ossessione per il vintage e per gli stilisti giapponesi: indossa volentieri stravaganti cappelli, giacche di velluto a fiori ed enormi scarponi stile clown.
E se la ragazzina è punto di riferimento di celebri stilisti, anche le nostre blogger italiane sono oramai sedute in prima fila ai lati delle passerelle, addirittura chiamate a sfilare e a partecipare ad anteprime e feste di note maison italiane e straniere. Con Valentina, le più note sono le milanesi Veronica Ferraro (www.thefashionfruit.com), 22 anni, e Chiara Ferragni, 23enne bocconiana: il suo blog www.theblondsalad.com conta 60 mila contatti quotidiani, con bei guadagni tra banner, sponsorizzazioni e pure la sua collezione di scarpe che disegna e produce. E se qualcuno si domanda perché tutto questo successo la risposta è molto semplice: le fashion blogger sono facilmente accessibili, con un clic e rispondono alle domande delle loro lettrici, interpretano la parte delle esperte e consigliano look e abbinamenti: «Ho sempre prediletto il low cost - racconta Valentina - e tante persone si riconoscono in questo e mi scrivono per avere consigli, anche donne più grandi di me e non solo italiane». E se all'estero il fashion blogging è perfino una professione, in Italia per il momento il fenomeno è punto intermedio tra le case di moda e il consumatore: le attività delle blogger sono utili ai designer per comprendere quali siano gli interessi del pubblico e soprattutto sono un ottimo business per le griffe per sponsorizzare ultimi look e nuovi accessori. E come sempre sta all'utenza Internet cliccare o meno in questo virtuale mondo modaiolo.
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