Atalanta, rimonta col fiatone
Ma Colantuono non si tocca

Quasi una metà degli oltre 500 messaggi inviati domenica pomeriggio dai tifosi a Bergamo Tv durante «TuttoAtalanta diretta stadio» auspicava l’esonero di Stefano Colantuono.

Pochi minuti dopo finita la sfida con il Palermo, comunque, negli spogliatoi è stata l’autorevole voce del direttore generale Pierpaolo Marino a ribadire che il mister non è mai stato messo in discussione e che sarebbe rimasto a Bergamo anche in caso di sconfitta. Capito una volta per tutte? Anche perché se fossero state solo parole di circostanza Marino non ci avrebbe, di sicuro, messo la faccia davanti al plotone di giornalisti pronti ad annotare su taccuini e computer la notizia bomba della domenica.

Il prosieguo di intatta fiducia della società nei confronti dell’allenatore riteniamo sia dettato, in principal modo, da un paio di considerazioni. In primis il suo curriculum confezionato a Bergamo: qui ha centrato gli obiettivi indicati dalla dirigenza. Non meno importante, supponiamo, la compattezza del gruppo. Del resto, sotto di due gol col Palermo (era accaduto, pure, quindici giorni or sono, sempre, in casa, di fronte al Cesena) la squadra ha reagito in maniera sorprendente. In altre parole, se fosse venuta meno l’unità d’intenti all’interno della rosa, in aggiunta a malumori e incomprensioni con il tecnico, adesso, staremmo tristemente rievocando un flop sul terreno di gioco.

Si dirà che i risultati a firma Colantuono appartengono al passato. Vero. Ma attualmente, e dall’inizio del campionato, la classifica evidenzia come il traguardo-salvezza rimanga lì: esiste o no il paracadute di tre lunghezze sulla zona a rischio? Ci sorge, infine, un dubbio. E se la precisazione di Marino sulla conferma a priori di Colantuono fosse un messaggio indirizzato ai giocatori? A buon intenditor, si sussurra in questi casi, poche parole...

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