Formula 1, conto alla rovescia per la Cina Brembo studia il circuito di Shanghai

Formula 1, conto alla rovescia per la Cina
Brembo studia il circuito di Shanghai

Il maltempo resta una minaccia ma il conto alla rovescia sul circuito internazionale di Shanghai per la seconda prova del mondiale di F1 è partito, dopo lo stop delle prove libere di venerdì a causa della pioggia.

Ferrari e Mercedes in pole ma in Cina, domenica, conteranno molto anche i freni. E i tecnici della bergamasca Brembo hanno già testato il percorso di gara. Disegnato dagli architetti Hermann Tilke e Peter Wahl, il circuito è stato edificato su un terreno paludoso e per questa ragione prima di iniziare la costruzione sono state posizionati 40 mila pilastri di pietra per stabilizzare il fondo. Complici il rettilineo del traguardo di 764 metri e un altro rettilineo di 1.202 metri che permettono l’utilizzo del DRS, nel Gran Premio della Cina 2016 si sono registrati addirittura 181 sorpassi. La pista presenta, però, anche 5 curve da seconda marcia che possono essere affrontate al meglio solo con un alto carico aerodinamico. Secondo gli ingegneri di Brembo, che hanno classificato le 20 piste del Mondiale usando una scala da 1 a 10, lo Shangai International Circuit rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. La pista cinese si è meritata un indice di difficoltà di 6, identico a quello ottenuto dal tracciato di Austin.

Ciascuno dei team forniti dalle tecnologie dell’azienda orobica adotta un sistema frenante su misura, strettamente integrato con il design della vettura e soggetto ad affinamenti continui nel corso della stagione. E’ anche per questo motivo che le pinze freno sono state totalmente ridisegnate per ciascuna squadra per integrarsi con le soluzioni aerodinamiche studiate da ogni scuderia, cercando di mantenere la leggerezza e la rigidezza ottimali nonostante la dimensione maggiorata del disco. Lo Shanghai International Circuit richiede un maggior ricorso ai freni, impiegati per quasi 20 secondi ogni giro: ciò si traduce in un tempo sul giro che supera di ben 13 secondi quello registrato sulla pista australiana di Melbourne (dove Ferrari è tornata alla vittoria). Rispetto al 2016 la decelerazione media è in aumento, dai 3,4 g di un anno fa ai 3,5 g di quest’anno.

Dalla partenza a quando sventola la bandiera a scacchi ciascun pilota ricorre ai freni quasi 450 volte, esercitando un carico totale sul pedale di oltre 40 tonnellate. Detto in altri termini, ciascun pilota esercita un carico di oltre 370 kg al minuto. Delle 8 frenate più impegnativa, 3 sono classificate come impegnative per i freni, mentre 2 sono di media difficoltà e 3 sono light. La staccata più dura si registra alla curva 14 con i suoi 4,7 g di decelerazione: le monoposto vi arrivano ad oltre 330 km/h e frenano fino a scendere a 66 km/h in soli 129 metri. In questo punto i piloti esercitano un carico di 125 kg sul pedale del freno. Notevole anche la frenata alla curva 6: la velocità crolla da 295 km/h a 81 km/h in 114 metri mentre la decelerazione tocca i 4,6 g. Identico spazio di frenata per la curva 11 ma qui la decelerazione è leggermente inferiore (4,5 g) con un carico sul pedale superiore (125 kg invece di 123 kg).

Un caso a parte è la prima curva dopo il traguardo in cui le monoposto arrivano a 323 km/h perché la fase di inserimento dura molto e si protrae fino alla curva 2, praticamente attaccata alla precedente: in altre parole, i piloti non tolgono mai il pedale dal freno, se non per una frazione di secondo. Ciò spiega i 5,75 secondi complessivi della frenata. In Cina, le monoposto dotate di pinze Brembo hanno vinto 9 delle 13 edizioni disputate sino ad oggi, incluse le ultime cinque. Qui Sebastian Vettel ha vinto la sua prima gara con la Red Bull, nel 2009. Sua è anche la più veloce pole position (1’33’’706) mai realizzata su questa pista.

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