Ecco l’identikit  dell’educatore cinofilo
Paolo Bosatra con dei bambini

Ecco l’identikit
dell’educatore cinofilo

L’educatore cinofilo : una figura che negli ultimi anni è diventata ormai comune, sempre più presente nell’universo cinofilo ma che, ahimè anche a causa della poca (anzi nulla) regolamentazione professionale, sta un po’ smarrendo il suo vero significato. Questo articolo vuole essere un vero e proprio vademecum per aiutare a districarvi nel sempre più vasto e nebuloso panorama che vi viene quotidianamente offerto attraverso annunci nei negozi o presso i veterinari, siti internet, social network e quant’altro.

Chiariamo il concetto di base: chi è l’educatore cinofilo?
È quella figura professionale a cui le famiglie si rivolgono per dare al proprio cane una prima istruzione, non solamente attraverso una serie più o meno corposa di comandi, ma soprattutto attraverso la corretta impostazione della relazione quotidiana, basata su poche e semplici regole e sui principi di coerenza, lealtà e fedeltà reciproche. Vi insegnerà quindi anche a gestire correttamente il cibo, il riposo, a evitare di incappare in disturbi quali l’ansia da separazione, ma con lui imparerete anche a giocare, a portarlo a spasso e a prendervene quotidianamente cura.
Quando rivolgersi all’educatore?
Facendo un passo indietro, la figura dell’Educatore dovrebbe però essere presente già prima dell’arrivo del cucciolo, in quanto può essere il giusto consulente per scegliere ad esempio la razza di cane più adatta alle attitudini e allo stile di vita della famiglia, può aiutare a selezionare i migliori allevatori in quanto sa come lavorano quelli davvero bravi, e può essere al vostro fianco anche nel caso in cui si pensa ad un ospite del canile.
Oggi troppe figure «strane», a chi rivolgersi?
Purtroppo nel giro di pochissimi anni questa figura è diventata da semi-sconosciuta a troppo inflazionata, e come in tutte queste situazioni è molto facile incappare in personaggi poco seri e preparati o in titoli molto strani quali lo «psicologo cinofilo o dei cani», l’educatore o tecnico comportamentista, e altri ancora. Tutto ciò genera una gran confusione e da l’idea di quanto nel nostro paese ci sia bisogno di tutelare la nostra figura professionale, anche e soprattutto nell’interesse dei proprietari di cani. Prestiamo quindi attenzione quando ci rivolgiamo ad un educatore: innanzitutto noi non siamo comportamentisti, ma collaboriamo con i comportamentalisti, quelli veri, ovvero i medici veterinari specializzati in Medicina comportamentale, Etologia e Benessere animale. Non siamo neppure «psicologi canini», ma ci occupiamo di creare rapporto, di rendere il cane una figura sempre più «urbana» e socializzata con tutto ciò che vi circonda.

Per reperire un buon educatore, il primo consiglio è quello di rivolgervi ad un vero professionista. È una forma di garanzia e avrà certo molta più esperienza e credibilità di altri. Visitate sempre prima il centro cinofilo, se l’educatore non ha un campo di appoggio e vi propone di lavorare al parco comunale o in area cani non accettate, innanzitutto per questioni di sicurezza: un conto è lavorare in un centro cinofilo (coperto da una polizza assicurativa) un altro è servirsi di un parco pubblico, in secondo luogo per serietà professionale… Vi fidereste di uno che vi propone di fare il tagliando alla vostra autovettura in un parcheggio? Certo, spenderete qualcosa in più, ma credetemi non c’è paragone, e comunque i prezzi stracciati che purtroppo al giorno d’oggi è facile trovare, sono quasi sempre sinonimo di improvvisazione e scarsa professionalità.

E il ruolo del veterinario?
Anche il vostro Veterinario può fare da «filtro» nella grande offerta di educatori cinofili. Spesso infatti dispone di nominativi di sua fiducia a cui indirizzare i suoi clienti. La fiducia e la collaborazione tra educatore e veterinario si costruisce nel tempo grazie alla professionalità di entrambi, e di solito un buon Veterinario valuta attentamente l’educatore cinofilo prima di proporlo ai suoi interlocutori.

Altra figura da evitare sono i cosiddetti «dotti inetti», ovvero grandi chiacchieroni spesso indottrinati a dovere da questo o quel guru della cinofilia che vi infarciscono la testa di paroloni per lo più incomprensibili e vogliono farvi credere che il cane è una sorta di marziano, ingestibile senza le loro inconfutabili teorie e senza una serie interminabile di costosissime lezioni. Attenzione, perché spesso dietro a questi personaggi si cela una assoluta impreparazione dal punto di vista pratico: ho visto cani che dopo dieci lezioni non sanno fare il comando «terra» e proprietari che motivano la cosa con una serie di baggianate come «l’educatore non me lo ha fatto fare per evitare al cane lo stress di assumere una posizione troppo remissiva».

Per concludere questo viaggio nell’universo degli educatori cinofili, sottolineo un particolare che può sembrare scontato ma che in realtà sempre non lo è: l’educatore cinofilo non è mai un ex addestratore vecchio stampo che si ricicla in questa nuova qualifica che tanto va di moda. Lavorando sulla relazione, sui moderni concetti di leadership e conferendo al cane la facoltà di avere una piccola «mente» sulla quale costruire un rapporto basato sul reciproco rispetto, non vi proporrà mai di utilizzare metodi o strumenti coercitivi.

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