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Roma, 21 mar. (Apcom) - L'unione fa la forza: exit poll alla mano, l'unione delle liste di sinistra - socialisti, verdi e sinistra radicale - al ballottaggio delle regionali francesi porta la "gauche" al 54% delle preferenze strappando al centrodestra anche la Corsica e lasciando nelle mani dell'Ump sul territorio metropolitano solo il tradizionale feudo dell'Alsazia. A sorprendere non è tanto la distribuzione delle regioni - quattro anni fa la sinistra ne conquistò 20 su 22 per poi venire pesantemente sconfitta alle presidenziali - quanto il dato percentuale, oltre la metà delle preferenze con un grande peso della componente ecologista-radicale: al primo turno il Ps era stato il primo partito con il 29% dei voti, ma i verdi e le altre liste di sinistra avevano raccolto il 18%. Va notato che l'astensione, pur non avendo raggiunto i livelli record del primo turno, si è attestata oltre il 50%: un dato che non ha forse aiutato il centrodestra, che tuttavia al ballottaggio ha di fatto riconquistato solo i voti travasati dal Front National, il che implica che la maggiore mobilitazione è stata equamente divisa fra i due schieramenti, divisi da 18 punti percentuali. Torna sulla scena dunque la "gauche plurielle" alla quale risale di fatto l'ultima vittoria socialista alle politiche: uno schieramento che dovrebbe resistere fino alle prossime presidenziali, anche se la lotta in seno al Ps per la candidatura all'Eliseo non si preannuncia certo "soft", con le due primedonne Martine Aubry, attuale Segretario, e Segolene Royal (plebiscitata nella sua circoscrizione) pronte ad affilare le armi. Una preoccupazione in più per l'attuale inquilino dell'Eliseo: Nicolas Sarkozy è stato punito forse al di là delle proprie previsioni, pagando lo scotto della crisi economica, di un riformismo a tutti i costi a volte percepito come eccessivo, e di un altrettanto eccessivo presenzialismo sui tabloid. Domani alle 9 il Presidente riceverà il Primo ministro Francois Fillon per discutere sul "messaggio dei francesi": probabile che venga deciso un rimpasto di governo, peraltro adombrato dallo stesso Fillon che in conferenza stampa ha affermato di volersi assumere la sua parte di responsabilità per la sconfitta.
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