Anziana picchiata da finto tecnico
«Costretta ad aprire la cassaforte»

Il malvivente ha detto di essere di Uniacque. Una volta in casa, l’aggressione. La donna soccorsa dal 118: «Sono stata costretta ad aprire la cassaforte» ha raccontato.

«Signora, sono un tecnico di Uniacque e devo effettuare un controllo al suo impianto: posso entrare?». Sembravano più che buone le intenzioni di un uomo che, mercoledì mattina, si è presentato alla porta di casa di una donna di 70 anni spacciandosi per un tecnico. Salvo rivelarsi, in realtà, un violento rapinatore che ha costretto la padrona di casa, malmenandola, ad aprire la cassaforte, che ha poi ripulito del denaro contante custodito nel forziere.

L’episodio nella tarda mattinata a Castel Rozzone. La settantenne è poi stata soccorsa da un equipaggio del 118 e medicata al Pronto soccorso dell’ospedale di Treviglio, riportando un trauma cranico. Ai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Treviglio spettano invece le indagini per ricostruire quanto avvenuto a casa della settantenne e risalire all’autore della violenta rapina in casa.

Resta, per il momento, il racconto – un po’ confuso, vista la situazione – della vittima. Che ha raccontato ai carabinieri che quell’individuo si è presentato alla sua porta di casa e che lei gli ha creduto: sembrava in effetti proprio un tecnico. Lo ha fatto così entrare ma, a quel punto, il finto tecnico si è rivelato per quello che davvero era: un rapinatore violento e spietato. Ha strattonato la settantenne, colpendola alla testa e costringendola ad aprire la cassaforte. Così la donna – ha riferito lei stessa nella denuncia ai militari – non ha potuto che assecondare le richieste del bandito, il cui raid è durato una manciata di minuti.

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