Anche a Bergamo è invasione di Mobike Le regole per usarle (non come nella foto)
Una Mobike gettata nella fontana di Porta Nuova

Anche a Bergamo è invasione di Mobike
Le regole per usarle (non come nella foto)

Tutto quello che c’è da sapere sull’invasione di Mobike, le biciclette a flusso libero sbarcate qualche giorno fa nel centro di Bergamo.

A Bergamo qualcosa si muove, su due ruote. L’invasione delle biciclette «a flusso libero» è entrata nel vivo con un assalto messo a segno in un paio di giorni: 500 biciclette scaricate nel centro di Bergamo a disposizione di tutti. Le puoi prendere, usare e parcheggiare come vuoi tu. Istruzione seguita alla lettera. Nelle vie del centro, in piazza Matteotti, lungo le Mura, in piazza Vecchia: si vedono un po’ ovunque come in un photobombing da cartolina. Poco meno di tremila persone hanno scaricato l’app e iniziato a pedalare.

Come funziona? Semplice: sulla app si trova una mappa in cui individuare tutte le biciclette disponibili, si possono prenotare e una volta raggiunte basta inquadrare il codice QR che si trova sulla bicicletta. Un rapido scan e il lucchetto si sblocca. Per registrarsi è necessaria la carta di credito, che servirà a pagare il servizio, sia che si scelgano pass mensili o annuali sia che si utilizzi la tariffa promozionale di 30 cent (la tariffa a regime sarà di 50 cent) ogni mezz’ora. Il servizio funziona con crediti per premiare chi utilizza in modo corretto le bici e punire chi viola le regole. Ogni utente, all’atto dell’iscrizione a Mobike, ha a disposizione un totale di 100 crediti, che gli consentono di usufruire della tariffa indicata in precedenza (numero di crediti che può aumentare, mantenendo una buona condotta). Se si trasgrediscono le regole e il totale dei crediti sono uguali o inferiori a 80, l’utente non pagherà più 30 centesimi ogni 30 minuti bensì 20 euro ogni 30 minuti.

IL PARCHEGGIO - Una Mobike è stata gettata nella fontana in porta Nuova, a dimostrazione che i vandali non sono solo a Milano, dove è stato necessario fare scendere in campo (anzi, in acqua) i canoisti per recuperare le bici gettate nei navigli. Sul bon ton da parcheggio c’è ancora strada da fare. Oltre all’episodio di Porta Nuova (l’unico, per ora) molti cittadini infatti segnalano «l’abbandono» delle due ruote su marciapiedi, passi carrali, porte di ingresso. Flusso libero sì, ma no, non si può lasciare ovunque.

Ecco alcune semplici regole direttamente dal sito di Mobike:

«I Mobiker sono incoraggiati a parcheggiare presso le Mobike Preferred Location (MPL) (a Bergamo ne sono stati realizzati in piazza Matteotti e in via Locatelli, vicino alla funicolare, ndr). Nel caso in cui le MPL non siano disponibili, i Mobiker possono parcheggiare presso una qualsiasi rastrelliera pubblica o in qualsiasi postazione pubblica accessibile che non ostacoli il traffico pedonale e dei veicoli.

I Mobiker non devono mai parcheggiare presso parcheggi privati, all’interno di un complesso, o in un parcheggio sotterraneo.

Stiamo lavorando molto per garantire che tutti i Mobiker possano trovare una bicicletta disponibile attorno a loro in qualsiasi momento della giornata. Continuiamo a migliorare sia l’app che le stesse biciclette, in modo che possiate sperimentare le corse in bicicletta con Mobike senza intoppi e in modo confortevole.

Per offrire a tutti i Mobiker una buona esperienza, richiediamo la vostra assistenza e comprensione nel parcheggiare in luoghi visibili».

IL BUSINNESS 30 centesimi ogni trenta minuti? E come fanno a guadagnare? Sui grandi numeri. Secondo i dati comunicati finora Mobike e Ofo, l’altro colosso cinese delle duo ruote a flusso libero, hanno messo in circolazione 13 milioni di bici in 250 città. Oltre alle commissioni legate alla corsa non bisogna sottovalutare il capitolo «profilazione». «È sbagliato far passare il messaggio che tutto il conto economico si basi sulla vendita di dati personali, anche perché è illegale - ha spiegato al Sole24Ore Alessandro Felici, Amministratore Delegato di Evlonet che distribuisce e gestisce MoBike in Italia -. Un altro discorso, più ragionevole, è dire che parte dei ricavi deriverà dalla vendita di servizi alle aziende». In questo caso si parla di targettizzazione a scopi pubblicitari. Ricavando dati dall’utilizzo delle biciclette Mobike può vendere spazi geolocalizzati. Spiegato in parole semplici: il cittadino passa di fronte a un negozio di abbigliamento e l’app comunica una promozione proprio di quel negozio.

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