Aspettando la Commissione (e Ryanair)
ecco gli effetti delle nuove rotte di Orio

La riunione forse a fine settembre. Facciamo il punto della situazione con i dati elaborati dalla startup bergamasca Socialbeat.

Come noto, è slittata ancora la commissione aeroportuale sulle nuove rotte. Dopo la riunione saltata il 26 luglio scorso, non c’è stata nemmeno quella prevista a fine agosto, spostata all’ultima settimana di settembre. Il motivo? Ryanair è in ritardo nel fornire le carte sulle nuove rotte in vigore dal 22 giugno (e quindi quasi al giro di boa) e Arpa ha chiesto più tempo per il monitoraggio dell’inquinamento acustico. Sono i sei mesi previsti per la sperimentazione delle nuove rotte dei voli da Orio: dal 22 giugno al 22 dicembre Siamo quasi al giro di boa, alla fine di un’estate bollente per i quartieri e i paesi dell’hinterland alle prese con gli aerei (e i rumori) sopra i tetti. Tanto che alcuni rappresentanti del Villaggio degli Sposi e di Treviolo hanno deciso di scrivere una lettera all’Ats (ex Asl), perché prenda posizione sui temi di salute pubblica, nonché sull’«interferenza» con l’ospedale dei passaggi aerei alla Trucca.

Intanto tiene banco la domanda-chiave: le compagnie rispettano i tracciati o no? Con la battaglia (politica) che ne è scaturita. Un’indicazione può arrivare sicuramente dalla start up bergamasca Socialbeat, che prende in esame i tracciati radar del sito specializzato Flightradar24. In questa foto ecco i tracciati delle rotte di decollo durante la sperimentazione avviata il 22 giugno.

Ed ecco i tracciati delle rotte di atterraggio nello stesso periodo, in questo caso dal 22 giugno al 5 settembre.

Socialbeat è una start-up innovativa che si occupa di real time analysis. La società (il cui amministratore delegato è il bergamasco Marco Sangalli) realizza analisi in tempo reale: raccoglie grandi quantità di dati (i big data), li elabora e li rende fruibili per una comprensione immediata dei fenomeni mentre questi stanno accadendo. Si occupa principalmente di monitoraggio dell’impatto sui social delle notizie (mediamente analizza 20 milioni di eventi social al giorno), ma un interesse particolare viene dedicato anche ad indagini sul trasporto aereo.Per avere in tempo la situazione di Orio al Serio nell’ultima settimana cliccate qui. Sono più di 2000 voli, quindi attendete un attimo per il caricamento.

Qualche risposta era comunque attesa dalla Commissione aeroportuale, che peraltro ha all’ordine del giorno anche un altro tema caldo, la Vas (valutazione ambientale strategica) della zonizzazione acustica. Ma che fine ha fatto? La convocazione - che spetta a Enac - era prevista nella coda di agosto (dopo che era già saltata la riunione del 26 luglio) ma a oggi non ce n’è traccia, nonostante le sollecitazioni arrivate anche da Sacbo, la società di gestione dell’aeroporto. Tra gli addetti ai lavori gira la voce che si terrà l’ultima settimana di settembre. E Monica Piccirillo - direttore aeroportuale Lombardia (con competenza sugli scali di Bergamo e Linate), che presiede per conto di Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile) il tavolo che raggruppa i Comuni dell’area aeroportuale e le realtà che se ne occupano - conferma: «Non c’è ancora la data ma si farà a fine mese». I motivi del ritardo? «Mentre Wizzair ha già risposto, Ryanair non ha ancora fornito i dati richiesti. Così come Arpa ha chiesto più tempo per il monitoraggio», spiega Piccirillo.

Di quali dati si tratta? I vettori, in particolare, devono spiegare per quale motivo, in decollo, non riuscirebbero a rispettare le nuove rotte, soprattutto la cosiddetta Prnav (quella che prevede una virata più stretta dell’attuale), con l’aggravamento dei disagi ad esempio su Colognola. L’Agenzia per l’ambiente, invece, deve fornire i risultati delle verifiche sull’inquinamento acustico dei primi tre mesi di sperimentazione, per dire, appunto, se le rotte si discostano o sono allineate a quelle previste. Una base «tecnica» su cui Enac e i Comuni potranno esprimersi sul proseguo o meno della sperimentazione.

Ma sul tema restano le divisioni. Non ha dubbi il sindaco di Bergamo Giorgio Gori (Pd), che dopo aver promosso il cambio di rotte ora ne chiede lo stop. «Che senso ha una sperimentazione difforme da quella che avevamo deciso? Dal 22 giugno vedo gli aerei lungo rotte diverse da quelle che avevamo definito quando abbiamo approvato la sperimentazione. Qui ognuno sta andando per conto suo, senza rispettare i tracciati stabiliti». Senza nascondere una certa insofferenza per i ritardi: «Stiamo dilazionando una decisione che andava presa subito, intanto sono passati luglio, agosto e passerà anche settembre. È inaccettabile che ci vogliano tre mesi per avere i dati da Ryanair». Se dalla compagnia irlandese non si scompongono - «Abbiamo sempre seguito le regole e le richieste ufficiali, la burocrazia ha però bisogno dei suoi tempi. Vedremo i risultati», ha risposto John Alborante, responsabile Marketing, specificando però che la questione non è di sua stretta competenza -, sono i «colleghi» a prendere le distanze da Gori.

«“Le voglio”, “non le voglio”: Gori si chiarisca le idee sulle rotte. Se non sappiamo se le cose vanno meglio o peggio come facciamo a esprimerci? Avere i dati è fondamentale, solo dopo averli guardati potremo fare le valutazioni opportune», attacca il sindaco di Azzano Simona Pergreffi (Lega). D’accordo il primo cittadino di Orio Alessandro Colletta (area centrodestra): «Come fa Bergamo a chiedere lo stop se non abbiamo ancora in mano gli elementi per valutare la bontà o meno della sperimentazione? Se i dati confermeranno le attese non c’è mica tanto da chiedere la sospensione». La Commissione di fine settembre (sempre che si faccia) sarà comunque un primo round. La votazione dei Comuni (non ancora avvenuta, perché finora Enac si è presa la responsabilità della sperimentazione) probabilmente slitterà più avanti. E dicembre è dietro l’angolo.

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