Esaurito il «Fondo famiglia lavoro»
Tentorio: «Ripristinarlo in tempi brevi»

Il Fondo famiglia lavoro attivato sulla città dal Comune di Bergamo con Fondazione Mia, Caritas diocesana e Università di Bergamo, si è esaurito dopo che in soli 10 mesi sono stati garantiti aiuti a 132 persone in difficoltà.

Perché? Lo chiede l’ex sindaco Franco Tentorio in un’interpellanza rivolta all’assessore ai Servizi sociali Maria Carla Marchesi. «Da ottobre le domande non vengono più accolte – si legge nel testo del documento presentato a Palafrizzoni -. Ogni anno e ormai da molti anni circa 300 famiglie hanno ricorso a questo importante strumento di solidarietà sociale e hanno ottenuto contributi essenziali: buoni di lavoro erogati dall’Inps per gli inserimenti lavorativi di lavoro occasionale, contributi per pagare le utenze domestiche, per sostenere gli accessi ai servizi (mense, trasporti pubblici per studenti universitari)

Di fatto l’aiuto destinato ai nuclei familiari residenti a Bergamo che si trovano in condizione di sofferenza in seguito ai licenziamenti di uno o più componenti del nucleo familiare per chiusura dell’azienda, alla scadenza di un contratto a termine, alla fine della cassa integrazione, oppure in seguito alla riduzione dell’orario di lavoro è stato particolarmente prezioso. Come si giustifica il fatto di aver lasciato avvenire l’esaurimento dei fondi, sospendendo addirittura la presentazione delle domande dall’ottobre scorso?

Se il promesso ripensamento volto a rendere più funzionale il fondo non poteva essere fatto prima di ottobre e prima di far morire questa importantissima forma di assistenza e solidarietà sociale. Con qualche nuova formula e in quali tempi – che devono essere assolutamente brevissimi, l’amministrazione in collaborazione con altri enti, sia in grado di ripristinare il fondo famiglia-lavoro».

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