«Frana alla Fara, tamponai l’emergenza   Via la terra? Rischiava di crollare tutto»
Il cantiere di via Fara

«Frana alla Fara, tamponai l’emergenza
Via la terra? Rischiava di crollare tutto»

È un Pierluca Locatelli a tutto tondo quello che lunedì mattina davanti al giudice Gaetano Buonfrate ha deposto in relazione al processo che lo vede imputato per la presunta discarica abusiva nell’area del cantiere del parcheggio della Fara e in altre due aree a Carvico e Villa d’Adda.

«Io quel materiale lo avrei spostato anche il giorno dopo averlo messo lì, se qualcuno me lo avesse chiesto e se avessi potuto, visto che non è mio: mi hanno prima arrestato, poi mi hanno impedito di accedere ai miei uffici, non potevo dare ordini, mi hanno messo per strada 400 dipendenti. Non capisco proprio perché sia io nel mirino, quando sono altri che mi hanno impedito di portare via il materiale».

«Quando c’è stata la frana ci siamo trovati in emergenza – racconta in aula –, è stata una riunione convocata a velocità stratosferica quella a cui ho partecipato insieme ai tecnici, al Comune e a Bergamo Parcheggi: c’era la possibilità che franasse parte delle Mura antiche, insieme alla Rocca, per non parlare delle case sottostanti». Serviva una soluzione rapida ed efficace in sostanza: «Lavoravamo in condizioni di rischio per tamponare la frana. Poi si è parlato di mettere materiale a bloccarla: servivano 20 mila metri cubi».

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Orio Zaffanella scrive: 20-06-2017 - 15:03h
Sta sbagliando bersaglio. Pierluca Locatelli è stato l' esecutore di un progetto realizzato da altri ma soprattutto voluto da chi ne aveva le prerogative decisionali: l'Amministrazione comunale dell'epoca poi comunque confermato da tutte le altre che si sono succedute. Le responsabilità, allargate, vanno ricercate lì. Dal lotto (delle responsabilità) non escluderei nemmeno il Ministero dei Beni Culturali (allora retto da Sandro Bondi) a cui il 30 Gennaio 2009 fu da noi presentato un Esposto/Denuncia (prot. 1774) con fatti, nomi e circostanze a supporto della richiesta di azzeramento del Parcheggio. Fu aperta un'inchiesta... Dire come stanno e stavano le cose è sempre segno di coraggio mai di codardìa. Pierluca Locatelli lo ha fatto e gliene va dato atto. Ma soprattutto ci dice dei rischi concreti a cui si va incontro perseverando nella realizzazione del parcheggio. Che l'attuale Amministrazione ne tenga ben conto e dica "Stop". Orio Zaffanella Associciazione "Mordilavita"
francesco ogheri scrive: 20-06-2017 - 09:14h
Manca poco e praticamente chiede una medaglia al valore... quando l'insipienza (di chi dovrebbe operare scelte ponderate) si sposa con la scaltrezza (di chi fa l'imprenditore) e la faciloneria (di chi dovrebbe controllare) non ci si può aspettare granchè come risultato - soprattutto se poi ci si aggiunge una legislazione ridicola e insufficiente che tutela più gli scaltri che tutti gli altri. L'emergenza è stata creata ad hoc con scelte progettuali infelici e al risparmio... il contesto in cui si operava è città alta (e in città alta in un' area denominata ex-parco faunistico) non una qualsiasi tangenzialina di paese o un qualsiasi parcheggio di un centro commerciale, ma questo concetto è difficile da far passare a chi ha come unico metro di giudizio il valore economico di 20.000 mc di terra contaminata... chi ha fatto l'affare nell'avere un tale scempio con il rischio tuttora attuale di veder crollare la rocca? la città? i residentii? i turisti? ... e purtroppo non si vede la fine...