L’addio al cardinale Capovilla
«L’ultimo sorriso al telefono con il Papa»

Amava definirsi con parole semplici, umili. «Modesto contubernale di Giovanni XXIII», diceva di sé Loris Francesco Capovilla, il cardinale testimone della vita del Papa bergamasco.

Altrettanto essenziale ha voluto la camera ardente, allestita in quella che fu la casa di Angelo Giuseppe Roncalli, dimora estiva dal 1925, quando venne consacrato vescovo, al 1958 alla vigilia dell’elezione al Sommo pontificio. Una cassa di povertà custodisce le sue spoglie, una bara in pino - come aveva richiesto - adagiata nella sala dell’accoglienza dell’abitazione, spoglia se non fosse per il cero, la croce e l’inginocchiatoio, quest’ultimo proveniente dalla camera del Santo, con adagiati sopra l’aspersorio e il libro con il Rito delle esequie. Capovilla, zucchetto sul capo e la berretta sulla cornice della bara, con l’abito cardinalizio, la casula rossa, veste liturgica per celebrare la Messa, ha al collo un crocefisso in materiale povero, argento e legno d’ulivo, realizzati negli ultimi giorni dall’amico e scultore Giancarlo Frison.

Nel silenzio, intervallato dalle preghiere della vicaria generale, suor Anita Moroni, e delle altre suore poverelle custodi di Camaitino, compagne della vita ritirata sul colle di Sotto il Monte dove il cardinale aveva voluto restare fin dal 1988, l’andirivieni dei fedeli è composto e silenzioso, ricordando a bassa voce l’ultima uscita pubblica di Capovilla, quando la domenica delle Palme aveva trovato la forza di affacciarsi sul cortile e salutare i tanti che non avevano voluto perdere il tradizionale appuntamento in attesa della Pasqua. Tutti con impresse nella memoria le lacrime del porporato nell’abbracciare la Madonna di Loreto, giunta nella Bergamasca nel suo pellegrinare per l’Italia a fine dello scorso anno.

Il senatore Marco Boato era molto amico di Capovilla ed era con lui il 16 maggio, quando è squillato il telefono alla Clinica Beato Palazzolo di Bergamo. Dall’altra parte della cornetta, Papa Francesco: «Don Loris non riusciva più a parlare, ma quando ha riconosciuto la voce si è illuminato in viso. Ha avuto la forza solo di ringraziare».

La data dei funerali non è stata ancora fissata.

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