«Pagamento sosta dei residenti Perché la gestisce un privato?»

«Pagamento sosta dei residenti
Perché la gestisce un privato?»

In arrivo un’interrogazione di Tentorio e Tremaglia: «Si paga in un ufficio din un’assicurazione».

«Diversi cittadini ci segnalano un fatto piuttosto curioso e che ci lascia perplessi», dichiarano Franco Tentorio, consigliere della Lista Tentorio, e Andrea Tremaglia, di Fratelli d’Italia, annunciando un’interrogazione. «Nelle lettere inviate da Comune e Atb per richiedere il pagamento della nuova “tassa” sui parcheggi residenti, da 60 a 120 euro annuali, viene indicato il riferimento di un ufficio in via San Bernardino come “Sportello del cittadino”. Una funzione normalmente - e ovviamente - di gestione pubblica», spiegano Tentorio e Tremaglia.

«Comprendiamo e condividiamo quindi lo stupore dei cittadini che, recatisi sul posto, hanno trovato un’agenzia assicurativa. Senza cartelli, senza indicazioni, ma che effettivamente svolge il compito di esattore per il permesso di sosta.Questo fatto ci sembra problematico sotto diversi punti di vista», proseguono Tentorio e Tremaglia, che domandano: «Perchè si è scelto di affidare la fornitura di un servizio strutturalmente pubblico, non occasionale, come il pagamento della sosta dei residenti, a un ufficio privato? Ed è un servizio che ha un costo e se sì, quanto?».

Foto d’archivio

Foto d’archivio

«Tanto più se mentre i cittadini sono in attesa di pagare per il loro permesso della sosta vengono avvicinati dagli assicuratori con documenti informativi intestati “Sportello del Cittadino” su “piani e offerte assicurative in convenzione”. Tutto legittimo, sia chiaro, ma rischia di porsi una questione di trasparenza: con quali criteri è stata scelta proprio questa agenzia e non altre? C’è stato un bando? In attesa di risposte dall’Amministrazione, a noi pare un pasticcio. Affidare un servizio pubblico importante come questo ad una società privata, che lo svolge nel medesimo ufficio in cui svolge la propria attività, ci sembra come minimo improprio», concludono Tentorio e Tremaglia, «Una scelta improvvida, che si inserisce nella cornice molto discutibile del nuovo piano della sosta voluto da Gori».

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