Pensioni anticipate, novità dal 1° maggio A Bergamo sul piatto 7 milioni di euro

Pensioni anticipate, novità dal 1° maggio
A Bergamo sul piatto 7 milioni di euro

Dopo anni burrascosi i pensionati bergamaschi possono tirare un sospiro di sollievo. Almeno sulla carta.

La legge di bilancio, solo per la provincia di Bergamo, mette sul piatto circa 48 milioni di euro, almeno secondo le stime fatte dai funzionari della Camera. 15 milioni verranno utilizzati per due delle novità più importanti che l’anno appena iniziato proporrà sul versante, sempre intricato e controverso, delle pensioni. Si tratta, nello specifico, del cosiddetto Ape social, il nuovo sistema che permetterà ad alcune categorie di lavoratori (disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili, soggetti con portatori d’handicap a carico o che abbiano svolto «attività gravose», purché con un reddito inferiore a 1.350 euro lordi mensili) di lasciare il mercato del lavoro in anticipo rispetto alle normali scadenze previste per le pensioni di vecchiaia; e poi del pensionamento, sempre anticipato, riservato a coloro i quali, negli stessi gruppi indicati, abbiano cominciato a versare i contributi a 18 anni, o ancora prima, e rientrino dunque nel gruppo dei «precoci». Sull’importo totale dei fondi destinati al territorio orobico dal documento contabile varato a dicembre dal Parlamento (dei 48 milioni indicati, su conteggi dei funzionari della Camera dei deputati in base ai dati nazionali e ai potenziali fruitori dei benefici in ambito territoriale, 14 milioni sono, fra gli altri importi, riservati alle «quattordicesime», 15 alla salvaguardia degli esodati e 2 ai lavori usuranti), l’Ape social potrà contare su 7 milioni.

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Commenti (9) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare
PaoloVilla
Paolo Villa scrive: 12-01-2017 - 00:43h
Maria Rossi: a prescindere dal fatto che guadagnare non è reato: se ottiene qualcosa di buono anche il risparmiatore, credo sia un fatto positivo. Comunque il senso del mio intervento sta nei punti precedenti, l'integrazione personale sarebbe un (importante) elemento complementare.
PaoloVilla
Paolo Villa scrive: 11-01-2017 - 16:41h
per riformare in modo equo le pensioni, basterebbero 3 semplici principi: 1) pensione strettamente commisurata ai contributi versati; 2) facoltà di scegliere la pensione dopo 40 anni di contributi (naturalmente considerando la rendita maturata; se troppo bassa, facoltà di scelta rimandata di anno in anno); 3) clausola di solidarietà, con importo minimo della pensione, per esempio 1.000 euro (per chi, ad età massima di 67 anni non abbia maturato tale minimo) ed importo massimo, per esempio 5.000 euro (per chi abbia versato molto - beato lui che ha guadagnato abbastanza durante la sua vita lavorativa). Naturalmente, ottimi incentivi fiscali per chi si costruisce una rendita personale aggiuntiva tramite polizze previdenziali, fondi pensione e simili. Con queste semplici regole, valide per TUTTI-MA-PROPRIO-TUTTI, il sistema potrebbe essere in equilibrio; i ricchi contribuirebbero al sostentamento dei poveri; chi vuole e può ottenere di più, può farlo in autonomia. La parola ai politici!
Maria Rossi scrive: 11-01-2017 - 21:33h
Ma non hai ancora capito che sulle polizze previdanziali private ci guadagnano tutti quelli che ci stanno dietro? Se la pensione fosse gestita dallo Stato, lo Stato potrebbe usare i guadagni per fare quelle ridestribuzioni che citi. Così, invece, i guadagni vanno in tasca a chi non dovrebbe.
ELIO CAPELLI scrive: 11-01-2017 - 14:29h
a proposito di pensioni,,,,, certo che ci sono cifre da capogiro... è ovvio che i politici dovrebbero dare il buon esempio, non è forse un onore rappresentare i cittadini? fatto salvo che non ci debbano rimettere .. e questo è giusto, i privilegi no. Poi ci sono i manager-- pubblici o privati, fa lo stesso visto che nella vita hanno già preso molti soldi non sempre con merito.. avrebbero dovuto anche risparmiarne un pò e la pensione dovrebbe consentire loro di mantenere il loro tenore di vita.. e questo va altrettanto bene, ma continuare ad arricchirsi.. no,,, questo non è giusto e moralmente un sacrilegio. Mi piacerebbe conoscere le contribuzioni totali all'ente di previdenza durante tutta la loro vita lavorativa di questi "manager" e la loro pensione da confrontare con un pensionato medio da 1200 € al mese.. penso che avremmo sorprese... Ma poi i sindacalisti (capi) hanno poco interesse a fare questi conti... (sono anche loro manager)... ne uscirebbero maluccio!
dcolombo98.1152582595
daniele colombo scrive: 11-01-2017 - 13:08h
I sindacati naturalmente d'accordo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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