Rischio allagamenti ad Astino  Previste opere per 3,8 milioni

Rischio allagamenti ad Astino
Previste opere per 3,8 milioni

Vasca di raccolta, progetto entro l’anno. Lo studio di un pool di docenti universitari di Pavia.

Il lavoro dell’équipe guidata dal professor Carlo Ciaponi (affiancato dai docenti Giuseppe Barbero e Sara Todeschini), ufficialmente concluso a luglio, è stato presentato venerdì 6 ottobre. Si divide in due parti. La prima consiste in uno studio pluviometrico. «Tutte le opere idrauliche di Bergamo – chiarisce Ciaponi, responsabile scientifico del team – sono state progettate in base a curve pluviometriche del 1995, costruite sulla base di dati raccolti fra il 1936 e il 1985 da una centralina in Città Alta del Servizio orografico dello Stato. Quindi, dati vecchi». Tanto vecchi, che il Servizio orografico, nel frattempo, non esiste più. Al suo posto c’è l’Arpa. E i dati Arpa della stazione di rilevamento di via per Stezzano offrono un quadro ben diverso, da cambiamento climatico: una « bomba d’acqua» come quella del 26 giugno 2016, con «centro di scroscio» al Borgehtto di Mozzo, secondo un calcolo probabilistico con le vecchie curve pluviometriche si potrebbe ripetere fra 200 anni. Con le curve di oggi il «tempo di ritorno» scende drasticamente a 20 anni. Rogge e canali, però, non si adeguano da soli: servono interventi. È a questi che è dedicata la seconda parte dello studio. Tre i fronti critici: roggia Curna (responsabile degli allagamenti a Longuelo), roggia Serio (allagamenti a Curnasco di Treviolo) e Colatore di Dalcio, responsabile (insieme alla insufficienza divenuta ormai strutturale della rete fognaria della zona) degli allagamenti in zona Trucca-Villaggio degli Sposi.

Lo studio individua criticità e propone soluzioni. «Sul fronte Longuelo suggeriamo di realizzare due vasche di laminazione (di raccolta delle acque, ndr), una da 40 mila metri cubi ad Astino, una più a valle da 10 mila e il rifacimento del sottopasso di via Astino al Rio Lavanderio». Di certo (o quasi) per ora ci sono 3,8 milioni di euro «inseriti nel Piano delle opere pubbliche, che la Giunta adotterà la prossima settimana», annuncia Brembilla. Soldi che serviranno alla realizzazione della (o delle) vasche di laminazione. Un costo soltanto stimato, che potrebbe salire (ma anche scendere) in base al tipo di soluzione individuata dai progettisti.

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