Scuola in ospedale per i bimbi malati  Novanta volontari in campo a Bergamo

Scuola in ospedale per i bimbi malati
Novanta volontari in campo a Bergamo

Bloccati in un letto di ospedale senza rinunciare allo studio, anzi continuare a lottare anche grazie allo studio. Per molti bambini e bambine è un modo per reagire.

È questa l’importanza della scuola estiva che opera all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e nata grazie alla volontà di una ragazzina, Giulia Gabrieli, morta nel 2011, a 14 anni, per un tumore e autrice di un libro di speranza che l’ha fatta conoscere ben oltre i confini di Bergamo, «Un gancio in mezzo al cielo». Fu proprio Giulia, infatti, quando era ricoverata, a far notare che in ospedale, per i ragazzi, d’estate mancava proprio la scuola: «Come la malattia non va in vacanza, non dovrebbe andarci la scuola», diceva. E così, grazie all’associazione onlus «conGiulia» - creata dai genitori della ragazzina morta per tumore e oggi diventata una «stampella» importante per molte iniziative nell’ospedale, e non solo - all’apporto del Papa Giovanni e dell’Ufficio scolastico provinciale, dal 2013 nei mesi di luglio e agosto la scuola estiva permette di continuare il percorso scolastico a tutti quei bambini e ragazzi degenti in ospedale.

Quest’anno sono stati circa 120 i volontari, in prevalenza docenti, e non solo della provincia di Bergamo, a partecipare alle 7 lezioni del corso di formazione: da gennaio a maggio si sono alternati incontri con i medici e psicologi dei reparti pediatrici del Papa Giovanni XXIII e incontri di formazione più specifici di didattica con docenti universitari e ospedalieri. Dal 3 luglio, quindi, con l’apertura della scuola estiva, i volontari, docenti, e addetti alla segreteria, che si alterneranno in una staffetta sono più di 90, tra cui una quarantina alla prima esperienza. Non solo, grazie ad alcuni volontari, la scuola estiva dell’ospedale diventa anche itinerante: l’associazione «conGiulia» mette a disposizione un servizio di scuola a domicilio per i giovani e giovanissimi pazienti che potranno effettuare meno ricoveri ospedalieri, ma che necessiteranno comunque di cure.

Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola il 17 luglio 2017

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti (0) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito. I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati. Accedi per commentare