Lucio Dalla, la sua vita in musica

Lucio Dalla sul piano musicale è stato uno dei più affermati cantautori italiani, considerando la continuità della sua carriera che sfiora i 50 anni di attività artistica.

Lucio Dalla sul piano musicale è stato uno dei più affermati cantautori italiani, considerando la continuità della sua carriera che sfiora i 50 anni di attività artistica. Era nato a Bologna il 4 marzo del 1943, e si è spento questa mattina a Montreaux, in Svizzera, per un infarto, alla vigilia dei 69 anni. Era tornato quest'anno a solcare il palco dell'Ariston dopo 40 anni. Al Festival di Sanremo si era presentato accompagnando il giovane cantautore Pierdavide Carone, con il quale aveva eseguito il brano Nanì, del quale è anche co-autore.

Musicista di formazione jazz, riscopertosi poi autore dei testi delle sue canzoni in una fase matura, suona da clarinettista e sassofonista, e talvolta da tastierista. La sua produzione musicale ha attraversato numerose fasi. Le origini (tra il 1964 e il 1972 con il gruppo musicale «Gli Idoli»), il periodo Roversi (tra il 1973 e il 1976), la maturità artistica (tra il 1977 e il 1993) e la fase pop degli ultimi anni. Nel 1964 il suo esordio al Cantagiro, a 21 anni in cui presenta «Lei», scritta da Paoli. A Sanremo fece ritorno l'anno seguente, con «Bisogna saper perdere», abbinato con i Rokes di Shel Shapiro: il 1967 fu anche l'anno del suicidio di Luigi Tenco, che collaborò con Dalla per uno dei testi del primo disco, «Mondo di uomini», e con cui aveva stretto amicizia. A partire dai primi anni '70 arrivano brani di un certo successo come: '4 marzo 1943', e 'Il gigante e la bambinà; ma il vero Dalla comincia a venir fuori dal '74 al '77, con la collaborazione col poeta Roberto Roversi. Dal '77, un'altra svolta: Dalla diventa cantautore, e le vendite dei suoi dischi decollano a partire da «Com'è profondo il mare».

Nel 1978 realizza «Lucio Dalla», uno dei dischi più importanti della musica leggera italiana, e probabilmente il più rappresentativo dell'artista bolognese. «Anna e Marco», «Caro amico ti scrivo», «Stella di mare», diventano dei classici. Nello stesso periodo, l'amicizia con Francesco De Gregori sfocia in alcuni brani cantati in coppia («Cosa sarà» e «Ma come fanno i marinai»), e un tour congiunto, «Banana republic» che resta nella storia. Dall'esperienza, cui partecipa tra l'altro Ron, viene tratto un fortunatissimo album live.

Nel 1986 incide «Caruso», il suo maggiore successo: verrà ripresa anche da Pavarotti, e incisa in una trentina di versioni in tutto il mondo. Il 1988 è l'anno di una nuova, inattesa accoppiata, con Gianni Morandi, per un album e un tour. Nel 1990, Dalla stupisce ancora, con una canzone di Ron, la filastrocca «Attenti al lupo», che diventa uno dei suoi brani più conosciuti nonostante la critica storca il naso. Grazie anche a tale canzone, il disco «Cambio» stabilisce il suo record di vendite.

Negli anni '90 la sua attività è ormai all'insegna dell'eclettismo: dirige la sua etichetta, la Pressing, compone musiche per film, realizza programmi tv, dipinge e fa il gallerista, incide «Pierino e il lupo», si cimenta con la musica classica, e continua la sua attività di talent-scout. Il 2010 si apre con la notizia di un concerto insieme con Francesco De Gregori, a trent'anni da Banana Republic, al Vox club di Nonantola, con la denominazione Work in progress. Il concerto, che in breve tempo diventa «tutto esaurito» in prevendita. La coppia conduce la nuova trasmissione televisiva di Rai 2, intitolata «Due», durante la quale i cantanti si esibiscono singolarmente ed in duetto in cover e brani del loro repertorio. Amante delle isole Tremiti, Lucio Dalla è stato il direttore artistico del festival «Il mare e le stelle».

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