Lunedì 28 settembre 2009

«Scoperto l'unico ritratto
contemporaneo del Caravaggio»

In occasione dell’anniversario della nascita di Michelangelo Merisi, il Caravaggio, il Gruppo Watching The Sky, composto da artisti, studiosi d’arte ed esperti informatici, annuncia di aver scoperto un ritratto inedito del pittore nato a Caravaggio il 29 settembre del 1571.

«Si tratta, probabilmente, dell’unico ritratto a lui contemporaneo - dichiarano Roberto Malini e Dario Picciau, fondatori dell’associazione culturale - perché fino ad oggi la fisionomia del maestro era nota grazie al ritratto che Ottavio Leoni realizzò a memoria nel 1621, undici anni dopo la morte dell’artista. Alcuni storici dell’arte, con i quali concordiamo, ritengono che il Caravaggio eseguì alcuni autoritratti, che possiamo ammirare nel celebre "Bacchino malato" e nel "Davide e Golia". In quei dipinti, tuttavia, il volto del pittore si cela dietro le fattezze del dio del vino e del gigante biblico».

Per ritrovare un ritratto attendibile del Caravaggio, Watching The Sky ha condotto un’indagine accurata nelle pieghe della Storia dell’Arte, sulle orme di un artista pieno di misteri.

«È vero - proseguono Malini e Picciau - perché molte sono ancora le domande che non hanno trovato risposta certa, riguardo alla burrascosa biografia del pittore lombardo. Alcuni affermano per esempio, in base al ritrovamento di un certificato di battesimo, che il Caravaggio sia nato a Milano. Non siamo d’accordo. Senza escludere la possibilità che abbia ricevuto il sacramento nel capoluogo lombardo, non dobbiamo dimenticare che nel 1607 Michelangelo Merisi, che voleva trasferirsi a Malta e diventare Cavaliere dell’ordine di San Giovanni, firmò un documento in cui dichiarava di essere nato proprio a Caravaggio: "Carraca oppido vulgo de Caravagio in Longobardis natus". Quale fonte più attendibile, per determinare il luogo che gli diede i natali?».

Il Gruppo Watching The Sky - si legge in un comunicato - non è nuovo a scoperte nel mondo dell'arte antica e contemporanea: ha raccolto oltre duecento opere realizzate da artisti ebrei internati nei lager nazisti (che costituiranno il fondo per la prima Pinacoteca dell’Olocausto in Europa), scoperto un Tintoretto, curato un’intera sezione del Museo d’Arte contemporanea a Hilo (Stato delle Hawaii, Usa), preservata la memoria dei volti di numerosi testimoni della Shoah (in collaborazione con il Museo Yad Vashem e l’Associazione Netzer Sereni) attraverso una serie di ritratti fotografici, contribuito al preservare il sito Rom più antico del mondo a Sulukule (Turchia), tentato di salvare da un’inopinata sepoltura la Domus romana di Pesaro.

La scoperta del ritratto del Caravaggio costituisce una nuova tappa nella missione dell'associazione. «Abbiamo seguito le orme del pittore da Milano a Roma, a Napoli, in Sicilia e nell’isola di Malta - prosegue Watching The Sky - sempre alla ricerca di un’immagine del suo viso da restituire al mondo. A partire dal 1595, quando ottenne la protezione del potente cardinale Francesco Maria del Monte, il Caravaggio uscì dall’anonimato e divenne una vera e propria superstar. Nobili, religiosi, artisti: tutti volevano incontrarlo e godere della sua compagnia. Ma l’artista non si accontentava del bel mondo, perché amava frequentare il popolo e i ragazzi di strada, la cui avvenenza selvatica e genuina ritroviamo spesso nei suoi dipinti. E allora, ci siamo chiesti: come mai non ci sono stati tramandati ritratti di un uomo così conteso in ogni ambiente? Forse fu a causa del suo narcisismo, che lo rendeva incapace di accettare che il suo viso fosse immortalato da un artista mediocre? Oppure per il suo carattere irascibile, che scoraggiò gli altri artisti dal raffigurare il suo viso, temendo la veemenza delle sue reazioni?».

«Forse, ma non ci parevano motivazioni sufficienti a scoraggiare una ricerca in una direzione mai seguita da nessuno. Tenendo presenti il ritratto del Leoni e i presunti autoritratti, abbiamo cominciato ad analizzare un gran numero di ritratti di giovani uomini risalenti alla fine del 1500 e all’inizio del 1600. Secondo le fonti antiche, il pittore aveva capigliatura scarmigliata, occhi grandi, languidi e sensuali, labbra carnose. Probabilmente, si sarebbe fatto ritrarre con una camicia di foggia semplice o, ancora più verosimilmente, a petto nudo, come nel "Bacchino". Sul suo viso, avremmo dovuto leggere i segni di una salute cagionevole e una certa espressione di distacco contemplativo. Sempre in ragione del suo narcisismo artistico, dovevamo aspettarci – in un ritratto autorizzato o in un autoritratto - il suo volto sbarbato, a differenza dell’opera eseguita dal Leoni».

Così il Gruppo Watching The Sky, nella sua ricerca, ha esaminato centinaia di ritratti. «Finalmente, esaminando alcune opere di proprietà del collezionista Alfred Breitman, ci siamo imbattuti in un ritratto che possedeva tutte le caratteristiche da noi ricercate - proseguono Malini e Picciau -. Era opera di un artista di scuola romana del primo Seicento e si trattava del ritratto di un artista, come rivelavano le chiome lunghe e incolte. I suoi caratteri somatici corrispondevano perfettamente a quelli di Michelangelo Merisi: una deduzione confermata dalla computer grafica, utilizzata per raffrontare il nuovo ritratto a quello del Leoni, al Bacchino e alla testa di Golia».

r.clemente

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