Don Camillo e Peppone, film da Oscar
Ma la Cia riuscì a bloccarlo - Video

Nel 1953 uscì negli Stati Uniti il film «Don Camillo»: era in corsa per l’Oscar, ma la Cia riuscì a farlo escludere dalle nomination perché troppo «di sinistra». Non fu l’unico riconoscimento mancato: Guareschi nel 1965 sfiorò anche il Nobel per la letteratura. Le notizie rilanciate da diversi quotidiani italiani nelle ultime settimane hanno acceso il dibattito in rete, dove c’è chi ha lanciato l’hashtag #oscardoncamillo.

La vicenda dell’Oscar negato, ricostruita dettagliatamente da Egidio Bandini sulla Gazzetta di Parma, risale al 1953, quando il film «Don Camillo» con Gino Cervi e Fernandel, diretto dal regista Julien Duvivier, esce negli Stati Uniti. A Hollywood «The little world of Don Camillo», con Orson Welles a doppiare la voce del Cristo parlante, si trova ai primi posti per il premio onorario destinato al miglior film straniero, ma la candidatura viene bloccata dai servizi segreti statunitensi tramite un loro «contatto» hollywoodiano: Luigi Luraschi, italo-inglese ai vertici dell’Ufficio censura nazionale ed estera.

La conferma è in una lettera – consultabile insieme a molti altri documenti dell’agenzia statunitense dai quali è caduto il segreto – scritta da Luraschi ad Owen (il suo contatto alla Cia) il 10 marzo 1953: «Ho fatto un gran lavoro personale – si legge – con i membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences riguardo il premio al miglior film straniero. In un precedente rapporto ti avevo indicato come i “leftists” fossero ansiosi di assegnare il premio a “The small world of don Camillo” (il titolo è scritto errato nel testo originale, ndr). Volevano accentrare l’attenzione sul fatto che il comunismo e il resto del mondo possono stare insieme. Penso che li abbiamo sistemati. In sostanza abbiamo messo in fila abbastanza persone da indicare con un voto a pioggia che l’Oscar deve andare a “Forbidden games” (“Giochi proibiti” di René Clément che vinse di fatto l’Oscar, ndr) il film francese e non a “Camillo”». Niente Oscar dunque per Peppone e don Camillo, troppo «di sinistra» per l’America di allora.

Buongiorno Amici!Oggi vogliamo lanciare una provocazione attraverso l'hashtag :#oscardoncamilloSapete che è uscita...

Pubblicato da Il Mondo di Don Camillo su Mercoledì 3 febbraio 2016

«Sono convinto che sia vera la notizia dell’ingerenza della Cia per impedire l’assegnazione dell’Oscar al film, ispirato alle storie di mio padre, anche per il fatto che da quando se n’è parlato, non è mai stata smentita», ha spiegato Alberto Guareschi, figlio dello scrittore, a Il Resto del Carlino. «Comunque – aggiunge – quello che conta sono i fatti, cioè che il film ancora oggi funziona molto bene, pur senza l’Oscar, e lo stesso vale per il mancato Nobel per la letteratura, visto che le opere di mio padre continuano a viaggiare nel mondo con grande successo».

L’Oscar, infatti, non è l’unico riconoscimento mancato per Guareschi: lo scrittore nel 1965 sfiorò anche il premio Nobel per la letteratura. Il nome del papà di Peppone e don Camillo – uno degli scrittori italiani più venduti nel mondo e il più tradotto in assoluto – figura infatti nell’elenco diffuso dall’Accademia Reale Svedese che a 50 anni dalla sua assegnazione ha aperto gli archivi storici relativi a quell’anno. A candidarlo fu Mario Manlio Rossi, professore di filosofia e letteratura all’Università di Edimburgo. Oltre a Guareschi nel 1965 furono candidati Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti e il filosofo Pietro Ubaldi. Il Nobel fu poi assegnato allo scrittore russo Michail Sholokhov. Guareschi, si sa, in Italia era uno scrittore «scomodo» per la sua irriverenza verso le istituzioni e il potere (di qualsiasi colore politico), ma in questo caso è difficile immaginare un complotto come quello dell’Oscar.

Tornando ai giorni nostri, a Brescello, patria cinematografica di don Camillo e Peppone, dopo la notizia dell’Oscar negato stanno pensando di esporre in paese una copia della celebre statuetta e sui social network la pagina Facebook «Il Mondo di Don Camillo» ha lanciato l’hashag #oscardoncamillo: «Una provocazione – si legge nel post – per chiedere l’Oscar negato per i nostri film preferiti». A quasi 70 anni dal primo romanzo di Guareschi Peppone e don Camillo continuano a stupire. Anche senza Oscar e Nobel.

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