Grandi opere, grandi sprechi Le Mura? Costarono 10 volte di più

Grandi opere, grandi sprechi
Le Mura? Costarono 10 volte di più

Preventivati 100 mila ducati, alla fine la Serenissima arrivò a spenderne un milione.

Grandi opere, grandi sprechi. Alta velocità?Metropolitane? No, anche le Mura venete che orlano Bergamo dalla seconda metà del ‘500, e che oggi entrano nel Patrimonio dell’Umanità Unesco, sono costate esponenzialmente più di quanto inizialmente preventivato. Dieci volte tanto, per quanto possibile calcolare oggi. Il Senato veneziano decise, alla fine, «di non fortificare Bergamo in “forma granda”, cioè includendo i borghi» spiega Renato Ferlinghetti, vicedirettore del Centro Studi sul territorio dell’Università di Bergamo, autore di diverse pubblicazioni sulle mura cittadine.

«La soluzione di fortificare in “picciola forma”, sostenuta dallo Sforza Pallavicino, sarebbe risultata meno onerosa: il generale preventivò una spesa di circa 100 mila ducati, di cui solo un terzo a carico del bilancio della Serenissima; inoltre l’ipotesi più contenuta avrebbe causato limitate distruzioni e avrebbe potuto essere realizzata in pochi mesi». Le cose non andarono affatto così: «I costi salirono fino alla cifra astronomica di un milione di ducati, corrispondenti, si può calcolare, a oltre 150 milioni di euro attuali. I lavori, avviati nel 1561, si chiusero solo 27 anni dopo».

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Fabio Ruggeri scrive: 23-07-2017 - 14:39h
L'idea di formarle in "picciol forma" era politica, l'intento era mostrare alla Spagnoli, che Venezia rinunciava ad ogni mira espansionistica su Milano. Includere i borghi avrebbe diminuito le distruzioni e non il contrario dato che in questo modo si e' dovuto radere al suolo il borgo di S.Lorenzo, l'intera vicinia di S.Stefano e buona parte di quelle di S.Grata, Canale, S.Andrea foris e S.Michele al P.Bianco., migliaia di sfollati e varie chiese distrutte, fra le quali l'antica Cattedrale di S.Alessandro e lo splendido complesso di S.Stefano, e ettari di vigneti eradicati a forza poche settimane prima della vendemmia. Senza contare la beffa delle tasse per la cpstruzione che ovviamente ricadde maggiormente sulla emergente classe commerciale che abitava nei borghi non protetti dalle nuove mura, e non sulla nobilta' in decadenza e sul clero che invece risiedevano al loro interno.
Luciano Cavagna scrive: 23-07-2017 - 13:03h
Bene, ho letto un appunto storico delle mura. E alùra? Nulla toglie o aggiunge al valore rappresentato dalle mura. Da bergamasco continuo ad ammirarle orgoglioso.
zetaf77
ivan milesi scrive: 12-08-2017 - 22:41h
Orgoglioso? Venezia ne è orgogliosa. I bergamaschi al massimo potrebbero essere orgogliosi di San Pietroburgo.
LUIGI ROSSI scrive: 23-07-2017 - 10:05h
Caspero.La dimostrazione che l'autonomia al Lombardo Veneto non servirebbe....fin dai loro ancestri succedevano le stesse cose italiche.......
mario COLOMBO scrive: 23-07-2017 - 09:47h
Una differenza c'è! Sono ancora in piedi. Se le facessero ora dopo un anno (con la spinta che ricevono dal terrapieno) sarebbero già rase al suolo con centinaia di morti sulla coscienza di imprese e assessori corrotti
Luciano Cavagna scrive: 23-07-2017 - 13:05h
Concordo! Fossero costruite oggi, da taluni soggetti, non tutti per fortuna, il rischio sarebbe di vederle sbriciolarsi in poco tempo.
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