Improvvisazioni e virtuosismi Sei maestri per il Festival Organistico

Improvvisazioni e virtuosismi
Sei maestri per il Festival Organistico

Sei grandi maestri e le loro improvvisazioni al 25° Festival Organistico. Via il 29 settembre con Olivier Latry.

Per le nozze d’argento il Festival Organistico Internazionale «Città di Bergamo» si regala un’edizione speciale. Dal 29 settembre al 27 ottobre il Festival propone 6 concerti tutti di improvvisazione ma «non solo canonica», quella su temi dati dal pubblico, che l’interprete sceglie da un cestino pieno di strisce pentagrammate, su cui costruisce un brano al momento.

Si comincia con un calibro massimo, «una sorta di Martha Argerich dell’organo», ha detto Galessi, vale a dire Olivier Latry, il 29 settembre in Cattedrale, con un programma di trascrizioni e improvvisazioni della grande tradizione francese. L’organista di Notre Dame terrà anche una master class con l’Accademia Santa Cecilia (una delle tante realtà con cui il Festiva ha fatto rete in questi anni) che sfocerà in concerto con i giovani organisti. «Latry è un crack nel mondo organistico - ha detto il direttore artistico - è l’ambasciatore della musica francese e sinfonica nel mondo. Proporrà una improvvisazione strutturata come una sinfonia in 3-4 tempi».

Il 6 ottobre alle Grazie, si prosegue con Geerten Liefting: un inedito concerto con improvvisazioni su immagini. In collaborazione con la Fondazione Credito Bergamasco ci saranno due dipinti di Lorenzo Lotto, uno scelto dall’organizzazione della mostra, il secondo quadro sarà scelto dal pubblico tra il catalogo.

Il 13 ottobre ci si sposta in Cattedrale con Edoardo Bellotti, pavese, che insegna improvvisazione a Rochester negli Usa. Terrà un concerto con improvvisazioni in stile storico, oltre ad autori sei settecenteschi, con qualche eccezione di raro interesse. Col tedesco Ansgar Wallenhorst, il 20 ottobre nella chiesa di Pignolo (in rassegna già nel 2000) ci sarà una serata dedicata al 500° della Riforma Protestante. Oltre alla Passacaglia di Bach, dominano due serie di improvvisazioni su corali, una su temi dati dal pubblico.

Organo e cinema tengono banco martedì 24 ottobre in Sala Piatti con la proiezione di «Phantom of the opera» con le improvvisazioni del giovane francese David Cassan sul Mascioni 1906. «Cassan è un piccolo “mostro” - dice Galessi - tre anni fa è stato primo al concorso di Haarlem, poi al St. Albans, e poi ancora, ex-aequo, a Chartres, le competizioni top del settore».

Infine, il 27 ottobre in Basilica di Santa Maria Maggiore torna Jurgen Essl (era stato al Festival nel 1996). Nel 2008 la Hochschule di Stoccarda, dove insegna, aveva scelto Bergamo come sede del master della classe d’organo. Improvviserà su testi letterari, «lui stesso ha scelto come soggetto l’Odissea di Omero, ossia il tema del viaggio per ritrovare se stessi», spiega Galessi. Finale con cinque danze di improvvisazione pura: un gioioso suggello del tour de force.

© RIPRODUZIONE RISERVATA