Arms, gioco soprendente braccia allungabili su Switch

Arms, gioco soprendente
braccia allungabili su Switch

Arms è il titolo in assoluto più sorprendente che sia arrivato su Nintendo Switch. Forse non rivoluzionerà il picchiaduro (o forse sì?), ma sicuramente ha dato una forte scossa ad un genere ormai fossilizzatissimo grazie ad un combat system immediato e trasversale.

Piattaforma: Nintendo Switch

Genere: Picchiaduro

Sviluppatore: Nintendo EPD

Produttore: Distributore: Nintendo

PEGI: 7

Fino ad oggi i tripla A sbarcati sulla console Nintendo Switch – The Legend of Zelda: Breath of the Wild e Mario Kart 8 Deluxe – non hanno sfruttato in maniera significativa le potenzialità dei due controller Joy-Con, circoscrivendoli a ruolo di semplici gamepad. Il primo videogioco ad alto profilo che ricorda invece a tutti la qualità e la precisione dei due nuovi “mini” controller è Arms, picchiaduro tridimensionale in cui il giocatore «fa tirare pugni» al suo alter ego virtuale non con la pressione di un tasto, ma tirando a sua volta pugni reali. Proprio così. Ma Arms non è solo questo. Andiamolo a scoprirlo insieme.

Una volta accesa la console ed esplorato a fondo il ricco menu di gioco ci si rende subito conto che Arms non si è limitato alla sua già interessantissima meccanica di base, ma ha messo sul piatto contenutistico tantissima carne al fuoco. Il roster di personaggi che si possono utilizzare non è enorme (per ora sono 10), ma ognuno di loro presenta tre differenti armi a scelta (guantoni, lame rotanti, scudi, martelloni, spara-missili eccetera) e stili di combattimento estremamente differenziati fra loro: dal velocissimo ninja Ninjara capace di scomparire alla ragazzina con l’esoscheletro, Mechanica, che può sollevarsi a mezz’aria, passando per l’essere gelatinoso Helix. In generale, in Arms si nota un lavoro di character design davvero notevole e in pieno stile Nintendo.

Sul fronte modalità, oltre ai classici incontri 1vs1 o 2vs2 (contro la CPU o contro avversari in carne ed ossa, sia in locale che online) Arms propone tante altre opzioni di gioco. A farla da padrone è sicuramente il Gran Torneo, nel quale il giocatore affronta tutti i personaggi del roster fino ad arrivare al capo della Lega Arms, Max Brass (che a giorni sarà uno dei nuovi personaggi giocabili). A queste più tradizionali si aggiungono la modalità basket, in cui si deve letteralmente fare canestro con il corpo dell’avversario; pallavolo, in cui si deve giocare a volley con enorme pallone che esplode non appena tocca terra; sfida dei 100, in cui l’obiettivo è riuscire ad eliminare cento mostri di gelatina; e ,infine, tiro al bersaglio, dove – come suggerisce il nome –si devono semplicemente eliminare più bersagli possibile in un certo limite di tempo. Ovviamente tutte modalità divertenti e studiate ad hoc per offrire una varietà di contenuti sempre stimolante e dalla parabola evolutiva via via crescente. Ma ci sentiamo di dire che la più riuscita resta il “semplice” incontro.

Se pensate che Arms sia un picchiaduro all’acqua di rose e tecnicamente basico dovrete subito ricredervi. Ovvio che non siamo di fronte ad un prodotto con i tecnicismi e la profondità ludica di uno Street Fighter qualunque, ma anche il fighting game di Nintendo ha qualcosa da dire. Cominciare a padroneggiare il combat system è piuttosto immediato, ma riuscire ad affinare le proprie capacità e affrontare, ad esempio, il Gran Torneo a livelli elevati (i livelli sono 7, e gli ultimi sono davvero molto tosti) è tutta un’altra storia. Ed è proprio questo il bello di Arms: la sua apparente semplicità nasconde invece meccaniche profonde, dai risvolti inaspettatamente strategici.

Il colpo base, come dicevamo, viene eseguito simulando il movimento del pugno con il Joy-Con sinistro e destro impugnati nelle corrispettive mani, mentre spostamento e parata sono anch’essi legati al sensore di movimento dei Joy-Con, che vanno posizionati in un determinato modo. E i tasti? Saltare, spostarsi velocemente e attivare la super mossa (raffica di pugni) è l’unica azione che va compiuta pigiando i tasti: dorsale destro e sinistro.

Ovviamente esiste anche la possibilità di giocare in maniera più tradizionale (quindi solo con i tasti), muovendo il combattente con lo stick e tirando pugni pigiando semplicemente un tasto. Ma affrontare Arms come se fosse un normale picchiaduro è una delle cose più sbagliate che possiate fare: nella versione «ordinaria» il gioco perde infatti gran parte del suo fascino e della sua ragione d’essere. Ve lo sconsigliamo assolutamente.

Se personaggi e armi sono ottimi non sono da meno gli scenari: dinamici, imprevedibili e ottimamente riprodotti e diversificati: questi presentano infatti ostacoli da aggirare per colpire l’avversario, scalinate da salire o scendere, piattaforme mobili, bombe e oggetti curativi. E non è finita qua: inanellando combattimenti il giocatore accumula anche del denaro che può essere riscattato per partecipare al Palio delle armi, una modalità extra che permette di ottenere nuove armi o potenziare quelle disponibili.

Arms è il titolo in assoluto più sorprendente che sia arrivato su Nintendo Switch. Forse non rivoluzionerà il picchiaduro (o forse sì?), ma sicuramente ha dato una forte scossa ad un genere ormai fossilizzatissimo grazie ad un combat system immediato e trasversale, capace di far divertire i giocatori della domenica e, al tempo stesso, regalare sfide stimolanti ai videogiocatori più esperti e ambiziosi; soprattutto nelle modalità multiplayer o nel Gran Torneo.

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