Arriva Destiny 2 Come prima, più di prima

Arriva Destiny 2
Come prima, più di prima

Destiny 2 è il proseguimento fisiologico del suo predecessore. Un sequel in cui Bungie non stravolge la formula vincente e capace di dare vita ad una community solida e numerosa, e che quindi si «limita» a correggere il tiro qua e là ed inserire giusto qualche piccola novità collaterale. Basterà? Scopritelo con la nostra recensione

Piattaforma: Xbox One, PS4 e PC

Genere: sparatutto in prima persona multiplayer

Sviluppatore: Bungie

Produttore/Distributore: Activision

PEGI: 16

Una base shooter di Halo inserita in un contesto massive multiplayer stile World of Warcraft e una spruzzatina di rpg alla Borderlands. Questo era il primo Destiny e questo è, ancora (più o meno), il secondo capitolo del brand firmato Activision-Bungie.

Quello che, fortunatamente, è cambiato è l’approccio narrativo dato alla campagna con toni più epici e una scrittura di dialoghi e sceneggiatura non eccelsi ma comunque migliori rispetto al predecessore (che da questo punto di vista deluse molto), e puntellati da diversi filmati in computer grafica che contribuiscono a coinvolgere il giocatore. Certo, non siamo di fronte ad una trama da Oscar o all’epopea sci-fi di Mass Effect, ma le missioni slegate del primo Destiny sono un pallido ricordo.

Parlando della trama, questa si svolge un anno dopo gli avvenimenti raccontati nell’ultima espansione di Destiny, I Signori del Ferro. L’Ultima Città, roccaforte dei Guardiani (super soldati con poteri e difensori della Terra, di cui fa parte anche il giocatore) fondata grazie all’aiuto del Viaggiatore, una sorta di pianeta-dio, viene attaccata ed espugnata dai Cabal (una razza aliena dell’universo di Destiny) che bramano i poteri del Viaggiatore, la cosiddetta «Luce». Gli invasori intrappolano il pianeta con una sorta di navicella-gabbia che priva tutti i Guardiani dei loro poteri, e che quindi vengono sconfitti senza troppa difficoltà. I pochi sopravvissuti scappano nel Rifugio, che diventerà la nuova base dei Guardiani e di conseguenza l’hub social del gioco, dove i giocatori possono interagire fra loro o trattare con i mercati. Al fine di riconquistare l’Ultima Città, e i propri poteri, l’avventura porterà il giocatore a visitare nuovi pianeti: Titano, Nessus e Io. E ovviamente il tutto potrà essere affrontato in cooperativa online con altri amici-guardiani.

Anche se la dimensione open-world che mancava al primo capitolo continua ad essere assente, ogni pianeta offre mappe molto ampie contenenti diverse side quest e attività secondarie (cerca forzieri, respingi nemici e tanto altro ancora), utilissime per fare esperienza e salire di livello velocemente e perfette per chi è desideroso di mettersi continuamente alla prova per migliorare il proprio Guardiano. Ed è proprio questo un dei punti di forza di Destiny 2: lo sviluppo del personaggio. Come nel predecessore, si potrà scegliere ad inizio avventura le tre classi Titano, personaggio dotato di forza bruta; Stregone, in grado di manipolare una energia blu; Cacciatore, una sorta di ladro-cecchino. Queste a loro volta si suddividono in tre sottoclassi, due di queste inedite ( vi lasceremo il piacere di scoprirle da soli). Tante abilità da sbloccare e soprattutto tantissime armi ed equipaggiamenti, che fanno del loot un’altra caratteristica fondante di questo titolo. E proprio per quanta riguarda le bocche da fuoco i ragazzi di Bungie hanno voluto sostituire la classificazione del predecessore primarie, secondarie e pesanti in cinetiche, energetiche e distruttive, così da rendere le schermaglie più strategiche e diversificate nell’approccio ai nemici. Ed in effetti così è. Il tutto senza inficiare sul bilanciamento, che resta sempre ottimo. E non dimentichiamoci il sempre eccellente feeling del gunplay: da grandi maestri come Bungie (autori della serie Halo) non poteva essere altrimenti, ma ci pare giusto sottolinearlo.

Ad affiancare la campagna, affrontabile da soli o in cooperativa, ci sono tantissime altre possibilità, alcune delle quali inedite rispetto al predecessore. I Clan, team di cui i giocatori potranno far parte per ottenere ricompense extra, e le Partite Guidate, ovvero la possibilità di unirsi ai Clan anche senza farne parte per affrontare Raid (missioni lunghe e complesse da affrontare in gruppo per eliminare una grande minaccia) e Assalti – dungeon da affrontare in tre – con Guardiani di livello simile.

Un’aggiunta che va a colmare la mancanza del matchmaking nel primo capitolo. Sebbene il primo Raid sia stato reso disponibile pochi giorni fa (e non ci abbia particolarmente colpito), non son ancora disponibili le partite guidate. Chiude il cerchio il solito Crogiolo per il PvP, che permette ai giocatori di affrontarsi in diverse modalità di gioco 4 vs 4.

Destiny 2 è il proseguimento fisiologico del suo predecessore. Un sequel in cui Bungie non stravolge la formula vincente e capace di dare vita ad una community solida e numerosa, e che quindi si «limita» a correggere il tiro qua e là ed inserire giusto qualche piccola novità collaterale. Destiny 2 è un ottimo sparatutto multiplayer rpg, un prodotto che già nel momento in cui scriviamo farà divertire per molte ore i suoi possessori ma che avrà continuamente bisogno di nuovi contenuti, «di benzina nel serbatoio», per poter spingere l’utenza ad affollare i server nei prossimi mesi. Ancora e ancora. Come per il primo capitolo, sarà soprattutto la continuità e qualità del supporto di Bungie a decretarne il futuro. Ai posteri l’ardua sentenza.

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