Spiedini con le larve, caso on line
«Controlli negativi». Nascosto il post

Un cliente pubblica un video su Facebook che è stato poi nascosto. Il titolare di Paolino: «Impossibile, la carne è fresca. Pronta una denuncia».

Un post al vetriolo, con tanto di filmato per stomaci forti, è circolato su Facebook: nel video, pubblicato dall’utente Enrico Piazzetti, si vedono delle larve di mosca sopra una salsiccia. L’autore del post ha raccontato – mostrando a riprova uno scontrino fiscale – di aver acquistato, lunedì mattina, il prodotto da «Paolino», rosticceria di Oriocenter. Nella giornata di mercoledì il post è sparito da Facebook.

«Essendo un trapiantato di fegato immunosoppresso – aveva scritto sul social (è stato però impossibile contattarlo direttamente) – ho chiesto espressamente se fossero stati preparati freschi, cosa che mi è stata assicurata senza alcun problema, ma la brutta sorpresa arriva a metà della consumazione del primo, quando noto le larve vive all’interno dell’insaccato». A quel punto il cliente si è recato dai carabinieri di Stezzano e poi al dipartimento veterinario dell’Ats, dove ha sporto denuncia, e ha contattato il medico curante e un infettivologo. In serata ha pubblicato il post su Facebook lunedì sera, superando in ventiquattr’ore le 16 mila condivisioni.

L’Ats ha fatto eseguire un controllo immediato, ma l’accertamento ha dato esito negativo, tant’è vero che il negozio ha continuato regolarmente l’attività. Stupito e pronto a sporgere denuncia per diffamazione Massimo Pennacchioli, amministratore unico di «È arrivato Paolino», srl con sede in provincia di Como e oltre 40 punti vendita in franchising in tutta Italia: «Siamo aperti da mezzo secolo e abbiamo sempre puntato sulla qualità dei prodotti. Abbiamo avviato tutte le nostre verifiche interne, ma l’episodio appare strano perché la carne arriva fresca proprio il lunedì mattina. Potrebbe trattarsi di una montatura ai danni della nostra catena: per questo agiremo nelle sedi opportune».

Il patron di Paolino esclude «malcuranza da parte dell’affiliato: la filiera è stata rispettata, come accertato dall’Ats. È piuttosto possibile che la carne sia stata contaminata a casa del cliente prima del consumo». Anche il gestore del punto vendita, Cristiano Lochis, conferma il controllo dell’Ats, con esito negativo: alimenti crudi e cotti – recita il verbale – non presentavano contaminazioni. Impossibile anche da parte di Pennacchioli e Lochis contattare il cliente. Oriocenter si è a sua volta adoperato per effettuare tutte le verifiche del caso. «In 18 anni non è mai successo nulla del genere, in nessun punto vendita», sottolinea il direttore Ruggero Pizzagalli.

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