Ipertensione, malattia sociale  Ne soffre un italiano su 4

Ipertensione, malattia sociale
Ne soffre un italiano su 4

Nonostante oggi le terapie disponibili siano molte ed efficaci, pochi sono ben curati.

L’ ipertensione arteriosa è la principale causa di malattie cardiovascolari che in Italia provocano 240 mila morti ogni anno, pari al 40% di tutte le cause di morte. Inoltre, essa predispone anche allo sviluppo di demenza e di diabete. Tutti i dati epidemiologici più recenti hanno documentato una elevata prevalenza della ipertensione arteriosa in tutto il mondo, in Italia ne soffre il 25% della popolazione, ovvero 15-16 milioni di persone, ma nonostante la disponibilità di terapie efficaci per la grande maggioranza dei casi, solo un paziente iperteso su 3 è adeguatamente curato. Il rischio di malattia cardiovascolare in pazienti con ipertensione è determinato non solo dai livelli della pressione arteriosa ma anche dai fattori di rischio, come uomini sopra i 55 anni, donne sopra i 65 anni, il fumo di sigaretta, l’ iper-Colesterolemia, il Diabete Mellito e la Familiarità per malattie cardiovascolari precoci. Altri fattori che influenzano negativamente la prognosi sono il colesterolo HDL basso e quello LDL alto, l’ intolleranza glucidica, l’ obesità e la sedentarietà. Uno stato fisiopatologico L’ ipertensione e in definitiva uno stato fisiopatologico, che spesso rimane asintomatico e, quindi inosservato anche per lungo tempo, ma che rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio di malattie cardiache e vascolari. Le valutazioni strumentali e di laboratorio con un adeguato programma di screening e diagnosi precoce, servono principalmente per la valutazione del rischio cardiaco e vengono effettuate in un ambulatorio cardiologico ed internistico.

Queste valutazioni strumentali non sono invasive, e sono l’ elettrocardiogramma, il monitoraggio holter della pressione arteriosa e del ritmo cardiaco, l’ ecocolor doppler cardiaco, il doppler tronchi sovra-aortici e degli arti inferiori, l’ ecografia renale. L’ elettrocardiogramma dovrebbe far parte della valutazione di routine dei soggetti ipertesi per identificare la presenza di ipertrofia ventricolare sinistra, di segni di sovraccarico ventricolare sinistro, di ischemia e di aritmie e inoltre grazie al monitoraggio dell’ Holter pressorio dinamico nelle 24 ore si hanno informazioni sull’ andamento dei valori della pressione arteriosa nell’ arco di un’ intera giornata mentre il paziente svolge le sue abituali occupazioni. Sotto esame anche reni e occhi Nello stesso tempo l’ Ecocolor doppler cardiaco permette di identificare, in modo più sensibile, l’ ipertrofia cardiaca; l’ esame è di semplice esecuzione che proietta l’ immagine del cuore su uno schermo: il cuore è così visualizzato in movimento ed in tempo reale e fornisce una valutazione dell’ anatomia e della funzione del cuore; l’ ecocolor doppler arterioso dei tronchi sovraortici e degli arti inferiori serve invece a identificare la presenza di aterosclerosi asintomatica e non. Inoltre per escludere che i reni siano danneggiati dall’ ipertensione si eseguono esami, come l’ ecografia renale e esami ematochimici cioè un prelievo del sangue (per valutare la creatininemia) e/o dell’ urine (proteinuria).

L’ esame del fundus oculare, ovvero una semplice visita oculistica, permette l’ identificazione precoce delle alterazioni retiniche permettendo di capire se può esser presente l’ ipertensione. Grazie all’ applicazione di questi esami, si riesce a evidenziare precocemente numerose patologie misconosciute: in definitiva in assenza di un’ appropriata diagnosi e quindi di un appropriato trattamento, le complicanze potrebbero manifestarsi più precocemente, poiché i fattori di rischio tendono ad acquisire una rilevanza maggiore con l’ avanzare dell’ età e perché l’ incremento pressorio, con il tempo, si associa allo sviluppo delle complicanze d’ organo. Controlli periodici Pertanto si consiglia sempre un controllo medico periodico, dove la diagnosi precoce coadiuvata dagli esami strumentali e di laboratorio, una terapia efficace non farmacologica (come dieta, training autogeno, attività motoria, stile di vita) e farmacologica, insieme all’ eliminazione di altri fattori di rischio, sono i capisaldi delle metodiche di screening e diagnosi precoce dell’ ipertensione. Sempre nel campo della prevenzione, si ricorda che la pressione va misurata da seduti, in un momento di calma, e i valori di una pressione corretta devono variare tra 120 e 80 mmHg, quando diventa ipertensione arteriosa varia da 140-180 a 90-110 mmHg.

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